Somatizzazione ansiosa

    Salve a tutti, vorrei condividere con voi un mio problema, sperando di trovare una soluzione che mi permetta di risolverlo e magari per utilizzare quella che é la mia esperienza per aiutare persone che in questo momento stanno avvertendo i miei stessi disturbi.
    Purtroppo, da diversi mesi, soffro di uno strano problema di somatizzazione ansiosa: ogni volta che mi ritrovo in particolari momenti di silenzio generale (durante una lezione universitaria, una cena con amici o anche una semplice chiacchierata con persone che conosco appena) mi capita di avvertire un fastidioso e rumoroso brontolio che coinvolge lo stomaco ed i due intestini, diffondendosi in tutta la zona addominale. Il che mi crea molto imbarazzo perché tutto ció suscita una risata da parte di coloro che si trovano con me al momento. All’inizio non mi preoccupavo piú di tanto, ma col tempo ho notato che questi fastidi aumentavano sempre piú e si presentavano solo ed esclusivamente in determinati momenti (di silenzio, soprattutto in un posto chiuso). Non soffro di intolleranze alimentari e né di altri problemi o disturbi dell’apparato gastrointestinale, vado regolarmente al bagno e non avverto alcun tipo di dolore.

    Ho assunto diversi medicinali, sotto prescrizione medica, per contrastare questi fastidi (levobren, motilium, spasmomen somatico, integratori e fermenti, tisane) ma non ho mai risolto.

    Ad oggi posso dire che ormai tutto ció ha preso il sopravvento su di me e sta condizionando molto negativamente la mia vita, soprattutto universitaria e sociale. Ho chiesto vari pareri a diversi dottori, ma mi hanno detto che é solo un disturbo di ansia, causato da una scarsa autostima e sfiducia in me stesso. Prima non avevo mai sofferto di tali problemi, ora stanno letteralmente prendendo il sopravvento sulla mia vita. Chiedo a voi un consiglio che possa aiutarmi a capire come risolvere una volta per tutte questo problema.

    Vi ringrazio in anticipo per la disponibilitá.

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    Gentile Nicola,
    È impossibile trovare la causa del tuo disturbo online senza conoscerla, ciò che sicuramente posso dirle è che nel momento in cui un sintomo prende il sopravvento e costituisce una limitazione alla propria vita forse è arrivato il momento di correre ai ripari chiedendo l’aiuto di uno specialista…
    Mi chiedo e le chiedo… Visto che il suo sintomo trova “voce” nei momenti di silenzio sembrerebbe quasi che per lei quel silenzio sia difficile e che a qualche livello senta la necessitá di riempirlo… Che senso ha questo “cercare di riempire i vuoti” nella sua storia? Spero che la mia domanda possa esserle di stimolo in un inizio di terapia che possa portarla dove vuole arrivare attraverso il sostegno di cui necessita!
    Dott.ssa Federica Serafini

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