Come posso difendermi da un capo pazzo e manipolatore?

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    Non ho stima e sicurezza in me stessa, questo influenza negativamente il mio lavoro. Ne ho cambiati molti, finalmente ho trovato un contratto a tempo indeterminato dopo anni di sfruttamento nei lavori passati. Il problema e’ che il mio capo in seguito ai miei errori sul lavoro mi critica in continuazione, mi umilia, all’inizio mi chiedeva scusa, ma ora le cose sono peggiorate. Mi dice che non sono portata per quello che faccio anche se non e’ vero, mi incolpa di tutto anche se non sempre e’ colpa mia. Ormai sono talmente minata nelle mie capacita’ che mi sto’ convincendo di essere inetta incapace, ho paura di sbagliare sul lavoro e più’ ho paura più’ sbaglio.come posso cambiare? O come posso difendermi da un capo pazzo e manipolatore?

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    Gentile Alessandra,

    da quello che scrive mi immagino che la situazione al lavoro non sia molto semplice, dato l’atteggiamento non collaborativo del suo capo.

    Ma devo dire che mi spiace molto leggere che le sue prime parole sono state che non ha stima e sicurezza in sè stessa e questo purtroppo oltre che non aiutare a far fronte ad una situazione del genere, può nel tempo farla stare ancora di più nel disagio.
    Questo nella maggior parte dei casi è quello che può succedere in situazioni di mobbing e che purtroppo riguardano molte persone nell’ambito dei propri contesti di lavoro, è una situazione che ovviamente andrebbe approfondita e verificata, ma che credo meriti un’attenzione.

    E’ necessario, anche se non semplice lavorare un po’ sul confine emotivo che questa persona credo abbia, da quello che scrive, già superato e nel tempo pensare che non è lei che non è capace, ma che questa persona getta su di lei le sue frustrazioni personali.

    E’ per questo motivo che è doveroso ritornare ad un pensiero di autostima e di lavoro su se stessa che le impedisca di far sì che questo mini la sua persona e la sua dignità.

    Se la situazione dovesse peggiorare, ma mi auguro di no, si faccia accompagnare da uno specialista in tematiche del lavoro, per lenire lo stress e per lavorare su un confine che non intacchi la sua persona nel profondo.

    Mi rendo conto che di questi tempi trovare un lavoro a tempo indeterminato non è una cosa semplice, ma si ricordi Alessandra che il nostro benessere è fondamentale e va preservato a tutti i costi.

    Le auguro una buona serata,
    un caro saluto.

    Dott.ssa Emanuela Venanzoni.

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    Ciao cara Alessandra. Mi ritrovo in parte nelle tue parole in quanto anche io, dopo altri lavori, ora ne svolgo uno dove sin dall’inizio lui si è posto nei miei confronti in maniera burbera e scostante. Con la scusa del “devi imparare” mi sono fatta più di un mese gratis. Poi però mi sono opposta a continuare ad andare gratis a vedere l’altra impiegata al di fuori dei miei orari. Mi sono opposta a lavargli i bagni, dal momento che non sono assunta come donna delle pulizie. Ogni mia domanda sul lavoro fatta a lui “ah non lo so”, oppure risposte brevi e saccenti. Risultato? Ho studiato molto da sola, conosco molte cose e non ha motivo di lamentela. Eppure lo trova comunque, dicendomi cose anche se le ho già fatte, pur di dirle. Finché un giorno abbiamo litigato, ed io gli ho chiesto “maggiore collaborazione”, e lui mi ha urlato (per tutto il tempo) che lui lì può fare quello che vuole e che non gliene “frega niente” di quello che dico e che “mi vede svogliata” perché “sono lenta” (sarebbe vero se il lavoro rallentasse per causa mia, ma non accade. Quindi perché lo dice? Glielo domandai e non seppe rispondermi) e perché “non sono più andata a vedere l’altra ragazza” (al che risposi che non posso andare sempre gratis, potrei anche svolgere un altro lavoro in quegli orari).
    Risultato?
    Lavoro ancora lì, lui è un po’ più calmo ma sempre nervosetto, credo continui a pensarla sempre allo stesso modo su di me e secondo lui l’altra ragazza è perfetta per lui. Io no. Tieni presente che il nostro è un lavoro manuale, lavoriamo a quattro mani, quindi per lui l’altra si coordina meglio con lui. Io ho visto l’altra, è brava nel coordinarsi con lui, ma anche io lo sono sinceramente, se poi lui preferisce lei perché fa dei movimenti che gli piacciono di più questo non vuol dire che io sono “peggio”.
    E’ come in una coppia: se io sto male col mio compagno, non vuol dire che lui sia “sbagliato”. Magari è perfetto per un’altra, ma non con me.
    Idem io e lui. Magari un altro datore preferirebbe i miei movimenti a quelli dell’altra ragazza!
    E sai un’altra cosa: l’altra non risponde mai, e quando la seguivo ho notato che è meno precisa con certe sostante e raffazzona un pò gli oggetti e non conosce “il cuore” delle sostante ed oggetti usati, i perché. Io in questo sono più precisa, ma a lui va bene una che non lo disturbi, che non faccia domande, che supplisca alle sue mancanze (per esempio, se lui si dimentica di segnare qualcosa in agenda – agenda che a me impedisce di compilare o consultare- pretende che io mi ricordi a memoria un lavoro fatto, e siccome non lo ricordo dice che è meglio l’altra) e che si muova bene (secondo i suoi canoni), il resto non conta.
    Non mi sa apprezzare.

    Non ti fare mettere i piedi in testa!

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