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Paure ossessive ed attacchi di panico

    Salve,
    la mia fidanzata ha da sempre mostrato particolari tendenze a guardare il lato negativo delle situazioni, fino a privarsi, a volte, di alcune esperienze per paura delle conseguenze. Ad esempio per paura di attacchi terroristici evita di prendere i mezzi pubblici, quando può, o di andare in posti affollati a meno di non essere costretta. Stessa cosa vale per le vacanze, non sceglie mai posti troppo lontani (da raggiungere con l’aereo di cui ha paura) o turistici per via della possibilità di attentato.
    Inoltre al minimo senso di malessere pensa subito al peggio, ad esempio ha avvertito più volte formicolii al braccio sinistro pensando subito all’infarto, o dolori di stomaco che in realtà potrebbero derivare da qualche patologia grave, ecc, facendo infiniti viaggi mentali sulle cause e sulle conseguenze.
    Fino a qualche settimana fa ho sempre sminuito e dato poco peso a questi eventi, considerandoli meccanismi usati da un soggetto molto ansioso per somatizzare le paure.
    Però appunto qualche settimana fa ha avuto il primo episodio di quello che a me sembra un attacco di panico bello forte:

    si trovava in chiesa e ad un certo punto ha avuto la sensazione di soffocamento e di non riuscire a deglutire; dopo qualche minuto però questa sensazione le è passata. Dopo qualche giorno è ricapitata la stessa cosa mentre era sui mezzi pubblici, ma anche qui è scemata dopo pochi minuti a seguito degli sforzi profusi a controllare l’ansia.

    Infine l’ultimo episodio, capitato nel cinema è durato per più di 4 ore, in particolare nel corso del film le è salita all’improvviso allo stomaco la sensazione di oppressione ed è tornata l’impossibilità di deglutire. Quest’ultimo episodio l’ha particolarmente scossa, perché, a detta sua, era completamente concentrata sul film che stava vedendo (film comico), e tutto è piombato dal nulla. Inoltre il fatto che sia durato molto più dei precedenti episodi e che lei non riuscisse ad avere un minimo controllo sulla situazione l’ha resa quasi delusa di se stessa.
    Ora la cosa che la preoccupa di più è che le potrebbe ricapitare in qualsiasi momento: a lavoro o in altre circostanze in cui non avrebbe libertà di gestirla, e non vuole avere questo fardello.
    Cosa ne pensate? Quale è la migliore azione da intraprendere in questo caso? è il caso di indagare ulteriormente con uno specialista, o aspettare l’evolversi degli avvenimenti? Non vorrei farla preoccupare inutilmente rendendola ancora più insicura, ne sottovalutare la cosa e far peggiorare la situazione. E’ possibile ci sia una concausa fisiologica reale?

    Grazie infinite

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