Paura di una relazione?

    annapaola1974

    Ho conosciuto Andrea, 45 anni, i primi di luglio.La sua situazione é separato/andato via di casa a gennaio di quest’anno,per scelta della moglie. Due figli di 6 e 8 anni.Situazione sofferta e subita con tradimento di lei.Andrea soffre di ansia,per esempio non guida in auto da solo e va da qualche mese da uno psicologo.L’inizio della nostra storia é molto promettente,peccato solo per le prime 3 settimane. Poi comincia un tira e molle in cui lui mi ricercava chiedendomi scusa,dicendo che era un momento difficile,che non poteva che migliorare,addirittura una volta si é dato dell’asino.Io ogni volta (silenzi di un 3 giorni)lo accoglievo morbida,sapeva che cio’ che cerco é un storia sentimentale piena.Fra uno di questi allontanamenti (in cui mi accorgevo usciva con gli amici,locali e alcool e per sua ammissione anche uso di cocaina, mi ha detto un paio di volte ma non sapro’ mai) una sera mi chiama dicendomi che mi aveva pensato tanto,che dovevamo rivederci,che di donne come me in giro ce ne sono poche ma che ha il dubbio se in questo momento per lui é giusto frequentare una persona esigente come me.

    Ci allontaniamo un po’, entrambi partiamo per le vacanze i primi di settembre,in quei giorni non ci perdiamo mai,con la promessa di andare insieme l’anno prossimo nei luoghi in cui era lui.

    Torniamo, ci vediamo per una settimana, mi dice che lui ha solo paura in qs momento di una storia, che il suo psicologo gli ha detto che deve accettare questi suoi alti e bassi e che ci vuole pazienza,di lasciare scorrere.

    Ma una sera lo sento gelido, non c’é desiderio sessuale in lui, eravamo in macchina (lui vive con i suoi ed io vivo fuori città, rientro nel w.end facendo tappa dai miei, quindi nella città in comune nessuno ha una casa) glielo dico e vedo che ci rimane male, mi dice che non devo dirgli queste cose, che lo confondo, che lo faccio sentire bloccato, che mi faccio troppe domande, che devo stare tranquilla e che le cose piano piano vengono (cosa che mi ripeteva spesso, di stare tranquilla, in effetti io dopo i primi allontanamenti ho iniziato a vivere la storia con un po’ di ansia) che avevamo bisogno di un nido, che si sarebbe dato da fare per cercare casa, come da programmi suoi.Ritorna il periodo down, giorni di freddezza, una sera in cui aveva avuto una brutta litigata con la ex moglie cerco di essere carina, di incoraggiarlo e lui ne é infastidito, mi dice “troppo”, gli dico che secondo me le cose fra noi stanno andando bene, che lui si sta aprendo e che io ci credo in noi e lui mi gela con uno sguardo come dire “insomma” e mi dice che me ne sarei pentita. Io non riesco a rispondergli. La sera dopo avremmo dovuto vederci con amici comuni visto che lui aveva i bimbi. Scomparso, questo 10 giorni fa. Ovviamente a questo punto ho deciso di capire e ho trovato su Facebook foto di lui con ragazze e tramite qualche telefonata a conoscenti il commento raccolto é stato “ci prova con tutte, non sa piu’ dove sbattere la testa, ha ricevuto richiami sul posto di lavoro, beve come una spugna e fa tardi”. Notavo sue amicizie su Facebook femminili, anche molto giovani, ma non volevo sembrare un controller. Perché non io allora se ha qs bisogno di una donna? Puo’ essere che io abbia scartato la cosa piu’ semplice, ossia che questa sua dichiarata paura di relazione fosse una scusa e che mi manipolasse? Cioé….siamo oltre i 40, non ho pensato ad un immaturità tale.

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    Gentile AnnaPaola,

    mi viene da dire di pancia che la maturità affettiva ed emotiva non dipendono dall’età anagrafica e che alle volte sono legate a ben altri fattori di tante specie.
    Detto questo è, da quello che scrive, una situazione complicata e che merita una dovuta attenzione perchè il rischio è che questa persona la può fagocitare in una relazione altalenante e forse poco nutriente da tanti punti di vista.

    Senza fare una questione di genere, ma è frequente che a queste altalene di comportamenti maschili, alcune donne laddove entrano in relazione, possono assumere un pò la modalità della crocerossina, o si iniziano a chiedere come mai non me, o iniziare a dire che la persona in questione ha una paura della relazione.
    Probabilmemte l’ultimo punto ha delle affinità con la realtà e nel caso specifico, l’altro ha avuto una separazione che è un evento traumatico e non subito di facile risoluzione, sopratutto in relazione al fatto che ci sono dei figli piccoli e che da quello che dice ci sono ulteriori difficoltà con la sua ex moglie.

    E’ una buona cosa che questa persona si faccia seguire da uno specialista, e questo è un lavoro di elaborazione che può fare prevalentemente con quest’ultimo, lei ha un altro ruolo semmai, ed il punto credo sia quello non tanto di compredere questo, ma di sentire se questo che sta vivendo è quello che vuole lei AnnaPaola e se lui è l’uomo con il quale voler costruire un minimo di progettualità e di relazione.

    Credo possa essere utile, non sobbarcarsi tutti gli stati umorali che presenta questa persona, che possono destabilizzare anche lei e la sua vita, un sano confine può aiutare a non essere troppo coinvolti in situazioni relazionali che forse non sono così sane e costruttive.
    Questi alti e bassi a lungo termine possono logorare e non fa stare bene e possono se non opportunamente anche fermati, creare una dipendenza o una difficoltà a porre fine alla relazione.

    Credo possa essere utile confrontarsi chiaramente, dopo anche un’analisi sua su cosa davvero vuole da quest’uomo o da una relazione in generale e se questo non è in linea con ciò che la fa stare bene, forse può iniziare a pensare che, invece di guardare cosa fa attraverso i social, può “guardare” ciò che le sta intorno e ricentrarsi di più sulla sua vita e sulla costruzione di qualcosa di bello per sè stessa.

    Un caro saluto.
    Dott.ssa Emanuela Venanzoni.

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