Non sono mai stato amato

    Giunto quasi alla soglia dei quaranta, imbevuto di letture sparse e distratte su autostima, immaturità emotiva, problemi caratteriali; affrontate e probabilmente non superati divieti, rifiuti da parte di donne, e la loro costante preferenza verso altri uomini, sto cominciando ad aver bisogno fisico di una risposta alla domanda: “perchè nessuna mi ha mai amato, nè detto ‘ti amo’, anche mentendo, anche trasportata dal momento”.
    Non saprei cosa altro dire, grazie.

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    Gentile Nothappy,

    la risposta della quale lei dice di aver un bisogno “fisico” non è certo facile, nè tanto meno da dedicargli poco tempo e poche attenzioni.
    Della sua mail mi colpiva l’aggettivo distratto con il quale ha definito il suo modo di leggere, di mettere un po’ di curiosità su tematiche importanti come l’autostima e la voglia di conoscersi e l’immagine dell’essersi “imbevuto” mi ha fatto venire in mente una piccola riflessione che in qualche maniera e a grandi linee vorrei condividere con lei.

    Io credo che il mondo affettivo, psicologico ed emotivo di qualsiasi persona sia un mondo delicato, ricco e pieno di mille sfumature e per quanto possiamo trarre tantissimo da letture, libri, articoli un lavoro su sè stessi, laddove una persona senta la necessità di volersi conoscere di più e più a fondo, non potrà mai essere sostituito.

    Da quello che mi sono immaginata dalla lettura della sua domanda, diciamo così, ci sono delle questioni che a mio avviso andrebbero forse un pò viste più da vicino, guardate forse da un altro punto di osservazione e magari sperimentarsi, insieme forse un altro da sè come un professionista, per comprendere cosa innanzitutto vuole da una relazione, cosa cerca dalla medesima e come si immerge nella relazione.

    L’amore e la relazione sono concetti, vissuti che sembrano semplici, ma che in realtà racchiudono tante cose di noi e sopratutto nel momento in cui entriamo in contatto con un’altra persona emergono tante cose sulle quali a volte è bene si domandarsi, ma forse iniziare anche a sperimentarsi in maniera diversa, a lavorare su alcune dinamiche relazionali che emergono e questo può nel tempo dare non dico una risposta, ma forse una nuova modalità con la quale rapportarsi agli altri, ma prima di tutto con sè stessi.

    Ci sono molte cose che sarebbe bello chiederle e che non ha raccontato, io credo che entrare di più in maniera consapevole e forse più strutturata in un percorso verso una conoscenza piena ed attiva di sè stesso, potrebbe essere per lei un buon modo per iniziare a guardare le relazioni ed a guardarsi forse in maniera nuova.

    Per stare in contatto con noi stessi, non possiamo essere “distratti” o conoscere qualcosa senza averla prima assimilata, vissuta e fatta davvero nostra, solo così si può essere più pronti ad esplorare di più l’ambiente e magari a trovare la risposta alla sua domanda, ma in maniera costruttiva e vedere tutta la questione da tanti altri e diversi punti di vista.

    Un caro saluto,

    Dott.ssa Emanuela Venanzoni.

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