Non piango perché sono forte. Mento a me stessa?

    Sono una ragazza di 21 anni.

    Da quando ne ho 15 soffro di attacchi di panico, a volte anche pesanti. Da due anni mi sono trasferita per studiare. Sono sempre stata una studentessa modello, sono entrata in una buona università, ma subito dopo il test le cose sono andate sempre peggio. Ho trovato sempre più difficoltà a studiare, ma non difficoltà per le materie o la facoltà. Quando mi metto sui libri inizio a riempire la testa di pensieri negativi, ho sempre stampato in testa che non ce la farò mai a finire.

    Capisco che possa sembrare solo pessimismo, ma questi pensieri mi perseguitano anche di notte. Non chiudo occhi. Ho paura di deludere i miei, ma soprattutto me stessa. Perché amo quello che studio. Inoltre da un anno i miei si sono separati e nonostante possa essere “grande”, non ho preso bene la cosa, soprattutto per i modi in cui è avvenuta. Continuo a ripetere agli altri che non mi frega nulla del genitore che mi ha lasciata, (che tra l’altro non vedo da tempo), non ho mai pianto ancora e ho veramente paura che questa situazione possa influenzare i miei studi.

    Sono una persona tanto emotiva, ma agli altri mi mostro sempre molto più forte del normale. Credo di accumulare e autodistruggermi. Sono ad un punto cieco. Cosa posso fare?

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    Federico Baranzini - Psichiatra Psicoanalista Milano

    Buongiorno Andri,

    la separazione dei genitori rappresenta un evento comunque sempre stressante ed emotivamente pesante da affrontare. Da quello che descrive di sé emerge una persona tesa alla performance e al compiacimento degli altri per cui appare comprensibile che in questa fase della vita si senta particolarmente sotto pressione e incline a sviluppare sintomi d’ansia da prestazione.

    Credo debba imparare a venire a patti con la sua rigidità e i suoi pregiudizi sul provare emozioni e soprattutto sul poter manifestare emozioni. Rischia altrimenti di tradire eccessivamente sé stessa e di non essere compresa fino in fondo da chi le sta accanto, genitori compresi.

    Non si impedisca di esprimere anche la sua rabbia e la sua delusione per quello che è accaduto.

    Cordiali saluti

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