Isolamento

    autolesionismo, famiglia rifiutante, passato difficile, alcol, droga, promiscuità sessuale

    Salve. Ho 25 anni e ho bisogno di aiuto. Chiedo scusa per la prolissità, ma ho bisogno di sfogarmi.
    Da qualche anno ormai mi sono resa conto di essermi chiusa sempre di più in una bolla. Non provo più nessuna emozione, non ho nessuna amicizia valida, non so più o forse non ho mai saputo qual è il mio ruolo nella società, non c’è più niente che mi faccia stare bene. Sono perennemente agitata, ma nello stesso tempo non ho energie per affrontare in maniera dignitosa gli impegni quotidiani. Inizialmente ho creduto che la mia apatia e le poche energie fossero riconducibili a delle banali carenze vitaminiche, ma dopo vari integratori non ho risolto niente.
    Negli ultimi mesi le cose sono peggiorate, mi sento una demente, ho poca memoria, vertigini, non riesco più a leggere un libro mentre in passato ne divoravo tanti. Quando sono con altre persone è come se fossi in uno stato confusionale e non riesco a comportarmi come vorrei. Convivo con un uomo adorabile e di cui sono innamorata, ma ho perennemente paura di essere presa in giro da lui e di ritrovarmi un giorno a perdere tutto. Nonostante tutto però, so di potermi fidare di lui e cerco di non essere oppressiva e di lasciargli i suoi spazi.

    Non ho avuto una vita familiare felice, fin da quando ero piccola i miei hanno riversato sui figli il loro malcontento, scaturito da un matrimonio puramente riparatore dopo che mia madre è rimasta incinta. Mia madre alla mia stessa età, pochi anni dopo avermi partorito, è stata ricoverata in una clinica per depressione e attacchi di panico che, ovviamente,ho ereditato.

    Mio padre è un uomo di poche parole, molto incline alla rabbia. Ha tradito mia madre svariate volte e in generale è sempre stato schivo anche coi figli. Non ho mai ricevuto un complimento o un incoraggiamento da parte di nessuno, non avuto nemmeno nonni o zii particolarmente affettuosi, nessuno mi ha mai insegnato cosa fosse giusto o sbagliato e tutto quello che so adesso l’ho imparato da sola commettendo errori su errori. I miei non mi hanno mai dato nessuna regola, se non quella di badare alle faccende di casa e alle cose che facevano loro comodo, potevo uscire e rientrare da casa con chi e quando volevo e,
    dato che stare in casa con i genitori che urlano in continuazione non era piacevole, ho iniziato purtroppo a frequentare delle amicizie sbagliate per sfogare la mia frustrazione.

    Avevo 12 o 13 anni ed ho iniziato ad avere a che fare con alcool e droghe. Passavo da un ragazzo all’altro senza minimamente immaginare che in quello che facevo ci fosse qualcosa di così grave. Mi procuravo delle lesioni sul braccio a volte sperando di restarci secca. Nonostante questo, invece di ricevere aiuto, ho ricevuto solo indifferenza, insulti e disprezzo da tutti i familiari e “amici”.

    Solo a seguito delle continue battutine da parte della gente ho capito di essermi rovinata la vita e l’opinione che gli altri hanno di me. Ormai la gente mi ha marchiata così e nonostante siano diversi anni ormai che mi comporto bene questo non conta niente. Nessuno mi ha mai capita. A volte vorrei sparire, andare in un paese dove non mi conosce nessuno ed essere giudicata per quello che veramente sono, non per le dicerie stragonfiate che si raccontano in giro. Ogni volta che stringo una nuova amicizia all’inizio le cose vanno bene, ma appena quella persona sa quello che ho fatto mi volta le spalle anche se non l’ho offesa in nessun modo. Lo hanno fatto TUTTI ed ormai non ci spero nemmeno più di trovare un’amica. Già in partenza mostro indifferenza e non do terreno fertile perché nasca niente.
    Tutto quello che ho fatto negli ultimi anni è stato comunque inutile perché ancora non ho un lavoro fisso e a causa della mia timidezza ho ancora più difficoltà a trovarne. I miei mi fanno pesare ogni centesimo che hanno speso per me e, sotto sotto, mi considerano una fallita.
    Questa è solo una piccola parte di tutta una vita fatta di sofferenze, pianti e solitudine. E dato che queste sono le premesse, non trovo più niente per cui ne valga la pena di andare avanti. Ho il terrore di mettere su una famiglia tutta mia perché credo che per prendersi carico di qualcuno si debba amare la vita più di ogni altra cosa, altrimenti, soprattutto sui figli, non facciamo che perpetrare il nostro dolore. Mi chiedo dov’è che posso trovare un po’ di pace…

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    Gentile Liv,
    Le sue difficoltá sono state molte e di certo ciò rende molto improbabile riuscire a trovare nel suo cuore la speranza rispetto a ciò che invece può migliorare… Lei parla delle sue fragilitá ma non ci dice se ha mai chiesto un aiuto… Credo che di certo questo sarebbe un momento proficuo…. Si rivolga ad uno specialista e cerchi di prendersi cura di se stessa, le difficoltá possono essere un trampolino di lancio quando si smette di vederle come un limite su cui non si ha nessun potere di azione!
    In bocca al lupo, ci tenga informati!
    Dott.ssa Federica Serafini

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