Iperidrosi da fobia sociale e stress emotivo

    trust-462554_640

    Salve a tutti, vi scrivo perché ormai il mio problema è diventato una vera e propria condizione invalidante, che compromette il mio stile di vita e le mie relazioni sociali. Sono un ragazzi di 21 anni, studente alla facoltà di medicina, la mia vita è sempre stata serena, piena di amici e persone che mi volessero bene, ed io sono una persona che sa farsi apprezzare, a cui piace intrattenere discorsi ed essere al centro dell’attenzione, da sempre. Salvo alcuni episodi di stress e ansia somatizzati durante i periodi di esame non sono mai stato una persona ansiosa, tuttavia, proprio a causa dello stress, nelle prime sessioni d’esame ho vissuto momenti abbastanza difficili che ho superato senza l’ausilio di nessuna psicoterapia o psicofarmaco (i sintomi ansiosi svanivano subito dopo gli esami, e ricollegare quel malessere allo stress da studio ha fatto sì che io potessi debellarlo nelle occasioni a seguire). Veniamo ora al mio problema, sono circa 3 anni che, prima occasionalmente, ora il 90% delle volte che esco di casa, soffro di iperidrosi frontale: mi spiego, il mio non è un problema di iperidrosi generalizzata e che mi colpisce in ogni momento; quando mi trovo in situazioni a me familiari, in casa, o con la mia ragazza, non sudo neanche se ci sono 40 gradi centigradi. Tuttavia, capita sempre più spesso che uscendo e trovandomi ad affrontare situazioni stressanti (ma non necessariamente stressanti come esami o prove, anche semplicemente situazioni a me poco familiari, come un’uscita serale con un gruppo di amici che vedo di rado) mi ritrovi a sudare dalla fronte in maniera imbarazzante, non sudo copiosamente e velocemente, ma poco e costantemente, fin quando non mi calmo e smetto di pensarci (ovviamente, più ci penso, più sudo, e si instaura un tremendo circolo vizioso dal quale difficilmente esco). Ora, mi ritrovo a leggere online le opinioni più discordanti, da chi sostiene che non esista cura se non la simpatectomia endoscopica toracica (opzione che eviterei, dal momento che mi fido poco di chi promuove interventi così rischiosi e soprattutto costosi), a chi invece garantisce ottimi benefici con un percorso di psicoterapia incentrata sull’autocontrollo e il training autogeno. Io penso di essere più adatto a questa seconda opzione, in quanto mi rendo conto che la mia sudorazione è dovuta ad uno stato di ansia ed inadeguatezza che si crea quando mi ritrovo in situazioni che non conosco a fondo e in cui mi sento giudicato e osservato. Vorrei alcune conferme da voi e che gentilmente mi suggeriste un percorso da seguire, oltre a darmi alcuni consigli istantanei che possono tornarmi utili, e vi prego di farlo, poiché questa condizione mi sta davvero facendo rivalutare il mio futuro e le mie priorità, in quanto una persona bagnata di sudore in fronte e in viso non potrà mai essere presa con il dovuto rispetto e serietà, pertanto mi sento un vero e proprio invalido. Ogni occasione ormai, che sia un esame o una cena fuori, ma anche una birra in un locale serale, mi genera ansia al pensiero che presto mi ritroverò in quel luogo e che mi sentirò in imbarazzo davanti a tutti a causa del mio problema. Specifico che sto già utilizzando un antiperspirante ai sali di alluminio, che sì, ha un blando effetto antitraspirante, ma che è ben lungi dal risolvere la mia problematica. Vi ringrazio in anticipo ed attendo vostre risposte.

    Rispondi
    Avatar photo

    Caro Lightwarrior,
    da quello che lei riporta il “sintomo” compare in situazioni che potrebbero esporla a un giudizio e in cui probabilmente lei sente di non avere un controllo. Questi contesti le farebbero sperimentare una disregolazione emotiva, caratterizzata da iperattivazione, che si costituirebbe poi essa stessa come fattore che alimenta in se stesso la condizione ansiogena.
    Condivido la sua idea di orientare le sue energie verso un percorso personale. Consideri che scopo di ogni psicoterapia è il miglioramento funzionale delle capacità di un individuo e della sua qualità della vita. Questo è il risultato da attendersi e pertanto prenderei con cautela le garanzie, che comparirebbero su internet, che promettono risultati immediati.

    Io le consiglierei di rivolgersi a uno psicologo clinico che provvederà, attraverso colloqui e attraverso la somministrazione di test di personalità, a indicarle quale percorso sia il più adatto a lei. Può rivolgersi a un privato o verificare se nella sua zona vi sia un Servizio di Psicologia Clinica. La mia personale opinione è che nel rapporto di terapia sia fondamentale che il richiedente si senta accolto dal terapeuta a prescindere dal modello teorico. Il training autogeno, cui fa riferimento, le risulterebbe certamente utile perché tende ad abbassare i livelli di attivazione. Lei ha comunque individuato le circostanze nelle quali si manifesta l’iperidrosi. Mi rendo conto della condizione di disagio a cui la espone. Sarebbe importante, però, che ridimensioni il sintomo rispetto al significato che può riportare e iniziare a “svestirlo” della sua carica invalidante. Non riveda i suoi progetti di vita per questo ma li rivaluti qualora verificasse che non rispondono a i suoi progetti più autentici. Non ho consigli che possano essere istantaneamente utili rispetto all’utilizzo di un preparato efficace: in questo senso credo possa aiutarla un farmacista.
    Resto a disposizione per ulteriori informazioni.
    Saluti
    Stefania Vinci

    Rispondi
    Avatar photo

    Caro Lightwarrior,
    da quello che lei riporta il “sintomo” compare in situazioni che potrebbero esporla a un giudizio e in cui probabilmente lei sente di non avere un controllo. Questi contesti le farebbero sperimentare una disregolazione emotiva, caratterizzata da iperattivazione, che si costituirebbe poi essa stessa come fattore che alimenta in se stesso la condizione ansiogena.
    Condivido la sua idea di orientare le sue energie verso un percorso personale. Consideri che scopo di ogni psicoterapia è il miglioramento funzionale delle capacità di un individuo e della sua qualità della vita. Questo è il risultato da attendersi e pertanto prenderei con cautela le garanzie, che comparirebbero su internet, che promettono risultati immediati.

    Io le consiglierei di rivolgersi a uno psicologo clinico che provvederà, attraverso colloqui e attraverso la somministrazione di test di personalità, a indicarle quale percorso sia il più adatto a lei. Può rivolgersi a un privato o verificare se nella sua zona vi sia un Servizio di Psicologia Clinica. La mia personale opinione è che nel rapporto di terapia sia fondamentale che il richiedente si senta accolto dal terapeuta a prescindere dal modello teorico. Il training autogeno, cui fa riferimento, le risulterebbe certamente utile perché tende ad abbassare i livelli di attivazione. Lei ha comunque individuato le circostanze nelle quali si manifesta l’iperidrosi. Mi rendo conto della condizione di disagio a cui la espone. Sarebbe importante, però, che ridimensioni il sintomo rispetto al significato che può riportare e iniziare a “svestirlo” della sua carica invalidante. Non riveda i suoi progetti di vita per questo ma li rivaluti qualora verificasse che non rispondono a i suoi progetti più autentici. Non ho consigli che possano essere istantaneamente utili rispetto all’utilizzo di un preparato efficace: in questo senso credo possa aiutarla un farmacista.
    Resto a disposizione per ulteriori informazioni.
    Saluti
    Stefania Vinci

    Rispondi
Rispondi a: Iperidrosi da fobia sociale e stress emotivo
Le tue informazioni:





<a href="" title="" rel="" target=""> <blockquote cite=""> <code> <pre class=""> <em> <strong> <del datetime="" cite=""> <ins datetime="" cite=""> <ul> <ol start=""> <li> <img src="" border="" alt="" height="" width="">

Rispondi