hanno preso possesso di mio figlio

    Buongiorno…Sono arrivata al limite.Sono una mamma di 43 anni con un figlio di 12.Nel 2008 ho venduto azienda di famiglia e mi sono separata da mio marito.Ho iniziato a lavorare facendo orari notturni e mi sono affidata ai miei genitori per la gestione di mio figlio, impossibilitata altrimenti.Questa posizione è diventata sempre più grave al punto che ora i momenti che ho liberi, mio figlio non lo posso più portare fuori a pranzo o al cinema senza ossessione dei nonni,che normalmente litigano,contro di me si trovano sempre in perfetto accordo.Ormai decidono dove quando e quanto può stare.Premetto che mio ex marito e padre del ragazzo si è suicidato anno scorso .
    La cosa grave è che per ottenere i risultati voluti mia madre ,arriva cose subdole rigirando il ragazzo.Doveva venire con me sul lago e lei “Preferisci andare sul lago o sai ti faccio venire qua tuoi amici coi quali ti diverti con la mamma ti annoieresti”.A Pasqua stessa cosa no pranzo con mamma e meglio grigliata che viene lo zio ti porta regali.Alla fine lui fa sempre quel che vogliono i nonni.
    Se provo far valere mie ragioni ricatto e sempre ” ma chi lo porta a scuola chi fa tutto?” .Io non voglio frequenti determinati posti e determinate persone o,almeno voglio che mi si chieda se possono o no portarlo al mare etc etc….Sono io scema o qualcosa non funziona…Grazie in anticipo

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    Buongiorno Raffy,
    mi sembra abbastanza evidente da quello che scrivi che nei tuoi 43 anni hai dovuto affrontare tante difficoltà. Immagino che i suoi genitori siano stati mossi, almeno in un primo momento, da una volontà di aiuto nei vostri confronti e forse nel tempo hanno come dimenticato i ruoli più consoni.
    Non mi sembra affatto scema, solo nuovamente in difficoltà. Forse una possibile soluzione potrebbe essere mettere al centro delle vostre riflessioni il ragazzo, suo figlio, senza farlo diventare oggetto di ricatti ma provando a capire realmente cosa per lui sia meglio fare, al di là di chi fa che cosa e al di là delle questioni di principio. Mi rendo conto che sia molto complicato, magari potrebbe pensare di chiedere aiuto ad uno specialista, che potrebbe consigliare come agire al meglio nell’interesse del ragazzo e fornire a lei Raffy un supporto anche emotivo.
    Le porgo i miei migliori auguri per tutto.

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    Gentile Raffydellago,
    comprendo le sue difficoltà nell’affrontare e gestire questa sua situazione.
    Credo che ci siano diverse tematiche da affrontare come il ridimensionamento dei ruoli, la comunicazione distorta e la percezione del rapporto tra suo figlio e lei.
    Inoltre teniamo in considerazione il fatto che suo figlio, oltre alla perdita del padre, sta entrando, ad oggi, nella fase adolescenziale in cui sono possono emergere problematiche legate all’identità e alla confusione dei ruoli, e che probabilmente dovrebbe essere seguito in questo percorso.
    Potreste chiedere aiuto ad un professionista che vi aiuti a guardare ed affrontare l’attuale situazione nel modo migliore per suo figlio e lei.

    Cordialità,

    Dott.sa Silvia Bassi

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