Attachi di panico a 17 anni: fumo, alcol, caffè incidono?

    Sono un ragazzo di 17 anni e peso 59 kg, non ho sofferto mai di nulla, ma una giornata di questa estate, verso fine luglio, posi fine a tutti i miei divertimenti (Fumo, Alcol, Caffè e Mangiare abbondante) per un esercizio eseguito male.

    Dopo la serata del venerdi a divertirmi con amici qualche spinello, qualche birra… l’indomani mi sono svegliato bene…era sabato pomeriggio quando invece successe il fatto catastrofico.. mia mamma scende da casa per andare a fare la spesa.. io ero solo a casa e ne approfitto per fumarmi una sigaretta con un pò di caffè, con lo spavento se venisse mia mamma (I miei non sapevano che fumavo).

    Dopo mi metto un pò al pc e dopo 20 minuti scendo nel piano di sotto e fatto un pò di esercizi per le spalle andando su e giù con le braccia (un pò più veloce del solito), poi faccio un altro esercizio.. mi muovo il bacino da destra a sinistra con la testa dritta e sentivo che l’aria passava normale e poi passava come un palloncino sgonfio dipende come mi muovevo.. tutto ad un tratto mi si blocca il respiro, mi sale una caloria in testa ed entro in stato di confusione, tachicardia e paura di morire..essendo solo a casa chiamo il 118: mi misurano la pressione perfetta, ossigenazione 98%. Ma io non respiro più come prima! Cioè nel senso l’aria mi è rimasta come un palloncino sgonfio.

    La sera stessa che era sabato vado a ballare con la mia fidanzata siccome avevo ancora il vizio del fumo provo a farmi un tiro, ma mi è salita di nuovo questa vampata di calore in testa come se i polmoni la rifiutassero e da lì non ho fumato più. Passano tre giorni e 1 volta al giorno mi veniva un attacco di panico.. il 4 giorno mi viene potentissimo, mi sono stancato e mi sono recato all’ ospedale.. mi hanno fatto radiografia, gli ho spiegato quello che è successo e sono arrivati al dunque: “ansia ed attacchi di panico”... io non ero convinto di questo perchè non ne ho avuto mai attacchi di panico.. dopo 10 giorni mi ha visitato l’otorino (Orecchio, Naso e gola) tutto ok solamente un pochettino di catarro e mi ha prescritto delle gocce.

    Adesso è passato un mese e mi sento sempre così (muovendomi constantemente.. l’aria passa bene, poi sfiata come se filtra), però sono diminuiti gli attacchi di panico perchè adesso li so controllare. (Non fumo più, Non bevo nè caffè, cioccolata, thè e non mangio più cose fritte).

    I sintomi che ho sono:

    -fatica a deglutire
    -grampi addominali e alla pancia
    -acidità
    -attachi di panico (adesso diminuiti)
    -bruciore alle costole (raramente)
    -FATICA A RESPIRARE sintomo più grave (l’aria a che passa a che non passa, filtra)
    -un po’ di muco
    -lieve dolore al petto sinistro
    -dolore alla gabbia toracica
    -fatica a spingere con i reni
    -bocca asciutta
    -gengivite
    -tachicardia (solo negli attacchi di panico)
    -mal di schiena (fitte)
    -cibo che scende dietro la schiena
    -eruttare e sbadigliare spessissimo
    -tosse secca (certe volte)
    -cambiamento di voce internamente (sul petto sinistro)
    -orecchie tappate (mi sono fatto la visita e non sono tappate)
    -stanchezza
    -pressione della aria dello stomaco che spinge verso il suolo quando cammino
    -confusione mentale
    -testa vuota

    Perfavore aiutatemi non so che mi è successo, ancora devo andare dai medici.. ho solamente 17 anni e voglio divertirmi!

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    Federico Baranzini - Psichiatra Psicoanalista Milano

    Caro Luca,

    purtroppo sembra aver toccato con mano un aspetto che a 17 anni solitamente rimane anni luce lontano dall’esperienza queotidiana. Sembra aver realizzato cosa significhi perdere il controllo di sè e del proprio corpo. E quindi della certezza di un futuro rassicurante.

    La diagnosi l’ha riportata lei stesso, ansia e attacchi di panico, ma la causa rimane ignota.

    A volte, specialmente intorno ai 20 anni, gli attacchi di panico sono scatenati dall’uso di sostanze stupefacenti come la cannabis. Altre volte da fattori emotivi profondi con i quali il soggetto non intende venire in contatto perchè troppo sconvenienti o ingombranti o gravosi da sopportare. A cosa mi riferisco? A tutta qualla parte di lei che forse -ma io non la conosco e quindi non posso esserne certo ovviamente- rifugge l’idea di poter avere dei limiti, di poter aver bisogno di accudimento e rassicurazioni. In altri termini di poter contare su degli affetti sicuri e stabili. Questo lo potrà valutare lei… tra sé e sé.

    Chieda ai suoi curanti cosa le propongono di fare, come pensano di aiutarla. E ci pensi su.

    Cordiali saluti

    Federico Baranzini

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