Attacchi di panico e visioni

    Buongiorno a tutti, mi rivolgo nuovamente a voi perchè con il precedente consulto mi siete stati molto d’aiuto.
    E’ circa un anno e mezzo che ho delle visioni, all’inizio si presentavano solo di notte quasi come se fossero incubi mentre col passare del tempo gli episodi hanno iniziato a manifestarsi anche di giorno durante le mie normali attività.
    Tutto inizia da una sensazione di ansia che avverto, come se mi si stringesse lo stomaco e non potessi più respirare; è a quel punto che arrivano delle persone che io non riesco ad identificare che cercano di prendermi per farmi del male. Sento il loro contatto su di me e le loro voci che rimbombano ma non riesco a capire cosa dicano. Io mi ritrovo paralizzata sotto di loro e non riesco a far niente che possa mandarli via.
    Le prime volte che mi succedeva in maniera più blanda durante la notte mi svegliavo con il respiro affannato e la tachicardia e passavano ore prima che riuscissi a riprendere sonno. All’aumentare degli episodi notturni si sono aggiunti gli episodi che mi capitano durante il giorno, entrambi che sfociano in attacchi di panico più o meno intensi. Gli attacchi di panico hanno iniziato però a manifestarsi anche in altre circostanze che non coincidono con le visioni. Ho cercato di capire le circostanze nelle quali mi succedono sia gli attacchi di panico sia le visioni ma non ho trovato un collegamento: possono succedermi quando sono sotto stress o anche quando non sto facendo niente di particolare. Ho smesso di uscire di casa e di svolgere qualsiasi tipo di attività che facevo prima perchè non ne provo più alcun tipo di interesse; mi da noia il contatto con la gente di fuori, mi crea ansia e ho paura che mi possa succedere qualcosa ogni volta che incontro qualcuno sia che sia da sola sia che sia in compagnia; passo le mie giornate chiusa in casa la maggior parte delle volte dormendo e il solo pensiero di dover uscire di casa per riniziare gli studi e ritrovarmi tra la gente mi ha scatenato una forte crisi d’ansia.
    So di non essere stata molto chiara nella spiegazione ma non riesco a spiegare, scrivendo, quello che mi succede e quello che provo.

    Grazie in anticipo.

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    Buongiorno a Lei Nanna, noto una situazione molto complessa e dolorosa e la ringrazio per aver trovato il coraggio di parlarne con noi.
    La varietà dei sintomi manifestati suggerisce la necessità di un approccio integrato: sia Psichiatrico che Psicoterapico.
    Per prima cosa, grazie ad una cura farmacologica, sulla quale io onestamente non mi sento competente nel darle indicazioni, (perchè sono una Psicoterapeuta e gli Psicoterapeuti non possono prescrivere farmaci, bisogna essere Psichiatri), lei potrà togliersi le allucinazioni, che hanno come conseguenza negativa principale il limitarla nei compiti quotidiani.
    Gli attacchi di panico possono altresì essere curati farmacologicamente, ma limitarsi alla Psichiatria, a mio parere porta con sè un inconveniente non da poco:
    Spesso gli psichiatri intervengono sui sintomi, ma non approfondisce le cause per cui l’Inconscio ha “creato” queste visioni e “scatenato” gli attacchi di panico, che altro non sono che due artifici inconsapevoli, escogitati dalla mente, per fornire l’alibi per non affrontare alcuni aspetti della quotidianità, tanta è la paura che le fanno !
    Tale “tattica mentale” è naturalmente del tutto indipendente dalla sua volontà e Lei non ne è assolutamente responsabile, può altresì essere favorita da uno squilibrio di neurotrasmettitori (sostanze chimiche rilasciate dai neuroni) nel suo cervello, come le spiegherà meglio lo Psichiatra.
    Nel suo caso credo che la paura di essere giudicata, magari in qualche modo “punita”, con la perdita dell’affetto e della stima di qualcuno, qualora dovesse in qualche modo “fallire”, sia talmente pregnante che Lei non può affrontarla direttamente, ma la “personifica” e la esternalizza, come per allontanarla, buttarla fuori da se stessa.
    Nello stesso tempo, però, mediante tali personificazioni, lei a questi timori “dona” un corpo ed una voce, il che risulta sempre più rassicurante che avere qualcosa di indefinito, che però disturba dentro.
    L’Inconscio “comunica” alla Coscienza mediante un linguaggio “cifrato”, “simbolico”, bisogna imparare a decifrarlo e, su questo fronte, la Psicoterapia potrà aiutarla più della Psichiatria, se invece si limitasse a quest’ultima, sarebbe, a mio parere, come se lei prendesse le supposte per abbassare la febbre, senza però agire con antibiotici sull’infezione che può causarla.
    Chi e che cosa simboleggiano in realtà le “visioni” di cui io ho paura ?
    Cosa dicono alla mia vita queste e gli attacchi di panico ?
    A queste domande potrà rispondere con l’aiuto di uno Psicoterapeuta, meglio se ad indirizzo Psicodinamico.
    Oltre a questo, ma già in una fase più avanzata del lavoro, la Psicoterapia potrà insegnarle delle tecniche Psicologiche per calmarsi che, rispetto all’uso dei farmaci, hanno i vantaggi di presentare meno effetti collaterali e creare meno dipendenza.
    D’altra parte, però, la cura con l’uso di farmaci garantisce benefici più immediati.
    Presumibilmente, quindi, nella prima fase dominerà il ruolo della Psichiatria e dei farmaci, per “tamponare” l’emergenza, man mano che si vedranno (ne sono sicura !) i primi miglioramenti, si potrà via via lasciare sempre più spazio alla comprensione dei due fenomeni e di ciò che favorisce il loro insorgere, per contrastarli, dunque la Psicoterapia prenderà gradualmente il sopravvento.
    Il primissimo passo da fare, però, è rendersi conto veramente che ansia e visioni non sono che una sua costruzione mentale, sia la Psichiatria che la Psicologia, in questo, potranno aiutarla all’unisono.
    Il risultato principale di questa presa di coscienza sarà che, prima ancora della scomparsa dei sintomi, Lei forse potrà imparare a conviverci e, più di tanto, essi non la ostacoleranno nella vita quotidiana.
    Non si offenda per il paragone, ma succede anche ai bambini: il bambino può anche sognare il lupo cattivo, certo non ne sarà mai felicissimo, ma, non appena si rende conto che si trattava solo di un incubo, prima o poi si riaddormenta, sperando di non sognarlo più, è fino a che è convinto che il lupo esista realmente che rimane sveglio e terrorizzato….
    Altro aspetto comune: il bambino si consola con le coccole altrui, lei è grande, ma, dopo questi “momentacci, le consiglio comunque di “coccolarsi da sola, dedicandosi a ciò che più le piace….
    Non si spaventi per l’onere economico di intraprendere due percorsi di cura: rivolgendosi al C.P.S. più vicino alla sua abitazione, dovrebbe aver diritto sia allo Psichiatra che allo Psicoterapeuta, pagando al massimo un piccolo tiket.
    Coraggio !
    Restiamo sempre a sua disposizione
    Cordiali saluti
    Dott.ssa Francesca Chiara Pellini

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