Attacchi di panico e fobia della vita

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    Salve, sono un ragazzo di 38 anni di cui 15 passati con attacchi di panico e depressione.

    Premesso che non ho mai avuto un carattere forte, ho sempre sofferto d’ansia sin da piccolo ma questa paura fino a 15 anni fa è sempre stata buona, perché mi concentrava, mi caricava, mi motivava e mi faceva rendere le mie performance al top.
    Nel 1996 ho avuto un grave incidente automobilistico dal quale sono uscito vivo per miracolo e piuttosto malconcio; tutto sommato, dopo diverso tempo ho ripreso una vita regolare.

    Nel 1999 ho cominciato ad avere attacchi di panico molto forti, con tachicardia e senso di morte. Sono corso subito a consultare uno psichiatra che da 15 anni a questa parte mi sta seguendo, ho fatto terapie psicologiche personali e di gruppo, seguendo anche terapie farmacologiche. Ho avviato con lui una cura per gli attacchi di panico.

    Nel momento in cui, dopo cicli di cure, ho smesso di assumere farmaci, ecco di nuovo ricadere, il peggio nel 2004 in cui sono dimagrito 10 kg. e sono andato in depressione. Altro ciclo di farmaci durato 2 anni e puntualmente dopo di nuovo a capo… insomma dopo 5 cicli diversi di cure sono sempre allo stesso punto, senza trascurare che in questi 15 anni mi si sono pregiudicati lavoro, vita sociale e familiare.

    Ora sono molto arrabbiato perché non sono ancora riuscito a risolvere questi problemi: in questo momento attuale sono molto ansioso, devo assumere ansiolitici per calmarmi, ansiolitici che cerco di assumere solo in casi limite come questi.
    Purtroppo questo periodo mi sta pregiudicando la possibilità di lavorare, perché quest’ansia mi ha fatto perdere diversi lavori. Ora sono disoccupato e in questo periodo sono riuscito a lavorare poco, precario sicuramente per l’attuale situazione sociale, soggiogato perché ti presenti come uno zombie, spesso tremante e insicuro, ti prendono poco sul serio.

    La mia dottoressa mi può visitare non prima del 18 Luglio dicendomi di prendere l’ansiolitico.

    Cosa posso fare se non camuffare il mio problema con un ansiolitico che alla mal parata mi copre per 2 ore, peggio se ad un forte attacco posso aumentare la dose riducendomi così ad un sonnolento pericoloso operaio?
    Grazie.

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    Federico Baranzini - Psichiatra Psicoanalista Milano

    Gentile Stefano,

    purtroppo ha sperimentato sulla sua pelle la possibiità aimè non remota che i farmaci non riescano a toccare i reali e profondi nuclei responsabili della sofferenza e del disagio sintomatoligico di una persona. Questo deriva dal fatto che i sintomi d’ansia non sono fenomeni “biologici” tout court ma il risultato di processi psicologici reconditi e di natura conflittuale: tra le pulsioni e desideri di una persona e i divieti che gli vengono imposti o che egli stesso si impone preconsciamente.

    Quindici anni sono tanti per non pensare che lei non abbia preso in considerazione anche altre strade, come per esempio e semplicemente la via psicologica o meglio psicoterapica: che cosa ne ha derivato? e se non l’ha sperimentata, perche mai?

    Si rivolga al suo medico e discuta con lui tutti i suoi dubbi su: la sua diagnosi e la possibilità di una terapia psicologica.

    Cordiali saluti

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