22 anni, mio padre non mi capisce

    Salve, sono una ragazza di 22 anni e ho problemi con mio padre.
    Ricordo che in principio ero una bambina felice di stare con i miei genitori, ma quando i miei si sono separati quando facevo ancora le elementari, ero diventata molto triste ovviamente. Crescendo poi i miei nonni materni ci hanno messo del loro nelle discussioni su mio padre e io lentamente ho cominciato ad allontanarmi da lui e da loro. Mi reputo da sempre molto fragile e penso che tutte quelle esperienze negative vissute, della mia famiglia che si sputava veleno addosso in continuazione, mi abbia allontanato da tutti loro isolandomi. Fino ai primi anni del liceo, mio padre lo vedevo a fine settimana alterni e così pure le feste. Mi ha sempre messo paura come persona, col suo vocione grosso quando si arrabbiava e con le sue continue minacce di farmi fare brutte figure davanti ai miei amici se non facevo come diceva lui, e penso che questo abbia influito sulla mia autostima, essendo ad oggi, meno di zero.

    Parallelamente alla separazione, a 9 anni scoprii mia madre in preda ad un attacco epilettico, e da lì scoprimmo che la causa era un tumore al cervello, a quel tempo benigno. Subì 3 operazioni al cervello ma non si poteva fare altro che “grattare” via qualcosina, altrimenti la sua completa rimozione avrebbe comportato la rimozione della parte di cervello stessa. Alla fine mia madre è morta nel 2014. Col progredire della malattia il rapporto con mia madre era diventato insostenibile perchè era diventata depressa, ancora più iperprotettiva ma soprattutto “infantile”. Mi sono allontanata anche da lei alla fine, forse per rendermi le cose più facili quando poi sarebbe morta. Dopo la sua morte ho vissuto per un annetto da sola a casa. Devo dire che le cose stavano andando molto meglio:ho preso la patente, mi sono iscritta all’università anche se poi ho voluto cambiare facoltà e adesso ho ricominciato il primo anno.

    Durante il quarto liceo mi sono fidanzata e ancora adesso lo sono. Il mio ragazzo mi ha aiutato ad affrontare il lutto e vari problemi legati alla sfera quotidiana quando ho dovuto imparare a badare a me stessa. Dopo quell’anno vissuto da sola a casa, mio padre è ritornato a vivere a casa dopo tantissimo tempo. Non ero contenta, ma nonostante tutto qualche volta passavamo del tempo insieme perchè insisteva che dovevamo costruire un rapporto padre-figlia che per un motivo o per un altro, non abbiamo mai avuto. Sinceramente non mi interessava, ma per accontentarlo ogni tanto ci uscivo sperando che magari in me cambiasse qualcosa ma non è andata così, mi annoiavo. Oltre tutto in quel periodo mi sono fatta influenzare dalle sue parole e il rapporto con il mio ragazzo si stava rompendo. Da lì il mio ragazzo ha sviluppato un odio profondo verso di lui.

    Dopo un anno circa mio padre ha cominciato una convivenza con la sua nuova compagna che è terminata qualche mese fa. E’ ritornato a casa e ora pretende di nuovo che passi del tempo con lui chissà in che modo, perchè a casa, tra il suo lavoro e i suoi impegni, la mia università e i miei altri impegni, non ci vediamo quasi mai. Io il tempo proprio non lo ho, e non sono disposta a sacrificare il mio tempo libero, in cui coltivo i miei hobby, per lui. Ho 22 anni e quelli che conosco della mia età circa non mi risulta che passino intere giornate con i propri genitori, preferiscono starsene per fatti loro e uscire con i loro amici con cui possono condividere qualcosa. Invece lui sostiene che alla mia età ci sono ragazzi che passano il tempo insieme ai genitori. Mi ha detto di vederci due giorni al mese, sembrano pochi, ma nel fine settimana, quando io vado a casa del mio ragazzo a dormire. Ciò significa che due fine settimana al mese andrebbero buttati perchè devo dedicare del tempo a mio padre per recuperare un rapporto in un modo in cui potevo averne bisogno fino ai 15 anni magari. E poi che faremmo tutto il giorno insieme? di che parleremmo che non abbiamo interessi in comune? sarebbe tempo sprecato per me.
    Gli ho detto che non voglio sacrificare nulla, anche perché credo che lui abbia molto più tempo libero di me e che lo passa fuori casa, e non trovo giusto che io ci debba rimettere per un suo capriccio, ma lui insiste col dire che non gli piace il mio comportamento, che non è disposto a subire certe cose, che gli sto facendo una violenza, che sto andando alla deriva, che sono depressa come mia madre perché mi isolo, non ho amici eccetera. Io sto solo per fatti miei e amo starci. Non capisce che sono felice così e che non sono così sola come crede. Mi ha detto anche che preferisco i genitori del mio ragazzo perché passo del tempo a casa sua, ma non capisce che io ci vado SOLO per stare più tempo assieme al mio ragazzo. I genitori li vedo solo durante i pasti perché per il resto del tempo stiamo chiusi in camera.
    Mi ha sempre chiesto quando ero più piccola, perché i figli degli altri lo adoravano mentre io no, e ora lui pretende che mi comporti come fanno i figli degli altri con loro, che magari hanno una famiglia felice invece di una famiglia inesistente come la mia.

    Ho sempre voluto un padre diverso, ma non gli ho mai detto di cambiare. Perchè lui non può accettare la realtà? Non può recuperare il rapporto come se avessi 12 anni. Ormai il distacco c’è stato e non posso tornare indietro.

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