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Cara Elleffe,
mi colpisce la condizione di difficoltà che devi fronteggiare nella tua giovane età.
Mi ha colpito anche che nella lettera tu faccia riferimento a una serie di emozioni e condizioni confuse che caratterizzano le sue difficoltà.
Descrivi l’ altalena nella quale si muove la tua vita: ritengo che il punto di partenza sia esattamente fare in modo che questa altalena si fermi e che un tuo spazio di equilibrio si possa ricostruire. Uno spazio entro il quale tu possa divenire soggetto attivo nel fronteggiare gli eventi e le relazioni. E’ stato molto importante che tu ti sia rivolta a uno specialista per i sintomi che hai descritto ed è fondamentale che tu non interrompa la cura senza aver discusso con questi il motivo per cui la sospendi.
E’ importante che utilizzi quella parte di te che senti essere forte per il tuo bambino, per accogliere una serie di bisogni che, dalla tua lettera sembra tu non riconosca.
Devi porti l’obbiettivo di costruire uno spazio in cui ricevere “carezze” positive di una relazione. Inizia contattando un professionista che possa aiutarti a ridisegnare con più chiarezza il tuo malessere a oggi, comprendendolo rispetto alla tua storia. Sceglilo sulla base dell’accoglienza che sperimenti incontrandolo, che sia un medico psicoterapeuta o uno psicologo.
Qualora si valutasse l’opportunità di un supporto farmacologico lo psicologo attiverà le collaborazioni necessarie.
Hai accennato alla malattia di tua madre. Verifica che nella struttura che è in cura vi sia il team per il supporto psicologico del familiari: anche questo è un modo per attivare vettori sani per la costruzione del tuo benessere e della tua autostima.
Rimango disponibile per ulteriori chiarimenti.
Stefania Vinci