Anche io sto attraversando un periodo buio e pieno di confusione , e nella tua storia sto rivedendo la mia, ma al rovescio. Ho 19 anni e ho fatto di tutto per iscrivermi al primo anno di scienze naturali.
Al liceo anche io ebbi un grande “fallimento” poiché io e mia madre (soprattutto lei) mi convinse che la scelta migliore fosse quella di abbandonare gli studi del liceo classico poiché troppo pesanti e stressanti e di trasferirmi al secondo anno al liceo artistico. Studiavo certamente di meno ma la mia ansia è rimasta immutata, sempre per questo “senso del dovere” che mi trascino ancora adesso.
Ora mi ritrovo al primo anno di questa facoltà e sono più indecisa di prima. Nonostante sia difficile allo studio mi applico tranquillamente, il punto, quello che mi ripeto sempre è se ne valga davvero la pena di studiare tanto, di rinunciare a tanto. Perché l’ho scelta? Amo moltissimo la natura, dalle pietre,alle piante , agli insetti. Tutto insomma. Il ragionamento che ho fatto è stato “un domani mi vedrei meglio come giardiniera che come professoressa, dunque tanto vale studiare ciò che piace”. Ora l’entusiasmo si è esaurito, dopo appena tre mesi e l unica materia bella è botanica in quella nuvola di chimica,fisica e matematica. Ho terribilmente paura di stare facendo un grosso errore, forse è davvero più importante vivere il momento con una facoltà più”semplice” che uccidersi per l’impossibile. Anche perché più vado avanti,più mi rendo conto che lavorare per la salvaguardia delle balene e dei gorilla è davvero uno stupido sogno infantile.

E con la tua lettera non ho potuto che rattristarmi perché quello alla fine sarebbe il mio sogno, ma non ho il carattere o la forza per raggiungerlo.
Io credo di essermi arresa, ma tu che sei arrivata fino a li non puoi arrenderti, te la devi concedere un’altra possibilità .
Ps: Lo sai che io e te siamo proprio simili? Anche io sto insieme da quasi un anno con un ragazzo, che però definisco “amico speciale”?