Federico Baranzini - Psichiatra Psicoanalista Milano

Salve, intanto la ringrazio per aver condiviso la sua storia ed i suoi stati d’animo correlati ad essa.  Comprendo che non sia facile vivere in un ambiente familiare non supportivo e dalle dinamiche relazionali problematiche. In questo contesto i ruoli sembrano non essere rispettati, anzi forse capovolti. Lei ha comunque saputo districarsi nel suo ruolo di figlia e nell’accudimento dei suoi genitori.

Purtroppo quest’ambiente è diventato condizionante ricreando in lei delle difficoltà. Ad esempio bassa autostima, il sentire di non meritare affetto e amore, il condizionarsi in funzione della propria famiglia. Anche all’interno del contesto familiare tendono a svilupparsi i primi apprendimenti in ambito relazionale. Purtroppo è proprio quest’apprendimento che la porta a gestire i rapporti all’esterno allo stesso modo. Farsi carico delle preoccupazioni altrui, mettere in atto un atteggiamento estremamente servizievole e la sfiducia nell’affidarsi a qualcuno.

E’ giusto che i figli si occupino dei genitori. Una famiglia, però, deve permettere di sperimentare la propria individualità ed identità e rappresentare quel luogo nel quale tornare dopo essersi messi in gioco, deve rappresentare un porto sicuro. E’ importante comprendere anche che la gestione delle proprie dinamiche relazionali non va vissuta in funzione della doverizzazione e di un rapporto unidirezionale. All’interno della relazione è importante che lei metta anche se stessa, non in funzione di cosa deve e non deve fare. E’ importante che lei rispetti i suoi bisogni e dei suoi desideri come l’essere ascoltata, l’essere presa in considerazione, l’essere supportata.

Le consiglierei di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che la possa aiutare a capire e modificare il suo modo di relazionarsi. Sarebbe opportuno ricreare un approccio diverso alla relazione nel quale poter vivere, in modo sano, doveri non soltanto nei confronti degli altri ma anche nei confronti di se stessa.

Cordiali saluti

Federico Baranzini