Salve Dottoressa ecco io sarei proprio quello che lei ha chiamato il “compagno”, ovviamente non della dolcissima e sfortunata “Perplessa”, che ringrazio per avermi evitato chilometri di righe per spiegare la mia situazione, ma praticamente mi ritrovo e riconosco al 100% attore protagonista nella parte di compagno descritta dalla Ns amica. Ho 42 anni sposato da 11 con 2 bellissime bimbe 10 e 8 anni, al 6 anno crisi con mia moglie per mancanza di attenzioni per poi dopo tante storie qua e la finalmente la donna giusta che amo, poi tanti propositi (mai promesse) e al momento della resa dei conti dopo un anno con la mia compagna non riesco + a prendere una decisione, separarmi e pagare la conseguenze con le mie figlie con tutti i sensi di colpa, o perdere la mia Compagna?….ovviamente cara dottoressa lei non ha una risposta per me ma potrebbe aiutarmi a individuare dei punti di riflessione, dove lavorare bene interiormente dentro me e trovare le risposte che cercavo (lo so adesso mi dira’ che mi dovrei far seguire da qualcuno e se continua cosi lo faro’ ma nel frattempo voglio provare a trovare interiormente le risposte).
Anche io come nelle storia raccontata sopra sono molto protettivo con le mie figlie, e vorrei il male minore in ogni caso, ma capisco che non si puo’ avere la botte piena e la moglie ubriaca, e personalmente non mi riconosco + visto e considerato che sono sempre stato deciso in tutto e molto audace e coraggioso nelle mie scelte di vita…(perche’ probabilmente ci andavo di mezzo solo io) adesso con le bimbe mia moglie e la mia compagna e’ tutto diverso…si puo’ fare del male agli altri per la propria felicita’? non credo…. forse si puo’ essere felici per fare del bene agli altri….ma come si fa ad essere felici se si deve necessariamente far soffrire le persone che ami ??…La prego mi dia una linea di riflessione da seguire…la ringrazio in anticipo per la sua attenzione…
Saluti