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Buongiorno. L’assenza del padre sarebbe superabile, se si offrisse al bambino una figura di riferimento stabile, anche se un po’ severa, ma da come espone il caso, si ha sensazione che i riferimenti familiari di suo figlio siano ancora labili. Le continue partenze e ritorni non lo aiutano a crearsi un’immagine sicura e serena della famiglia. Non ci dice come il piccolo vive la separazione dagli altri bambini. Piange? Sente la loro mancanza? È indifferente? E come vive la separazione dal suo compagno? Se c’è sofferenza, forse sarebbe meglio che lei definisse il suo rapporto con il suo compagno e stabilisse come dovrebbe essere: di serena convivenza, di totale separazione o di amicizia. La cosa importante, a mio parere, è proseguire in modo coerente con la decisione che prenderà.
Cordiali saluti