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Buongiorno, mi pare che,nella vostra famiglia, sul versante femminile, vi sia un legame molto forte tra le generazioni. Non è sbagliato, anzi, volersi anche molto bene ed essere uniti in famiglia, ma il problema sorge quando una persona ormai adulta, si autovaluta principalmente sulla base di ciò che i suoi cari dicono di lei, come generalmente succede da bambini, e viene eccessivamente ferita da eventuali rimandi negativi ricevuti dai parenti.
Da bambini una scelta è sbagliata, se i genitori si arrabbiano per un determinato comportamento, mentre da adulti giusto o sbagliato è ciò che noi crediamo sia tale, sulla base di valori elaborati personalmente.
In certe famiglie, però la paura, magari inconscia, di essere abbandonati da chi ci ama non fa prendere nemmeno in considerazione l’ipotesi di affermare con forza e serenità la propria peculiarità di gusti, valori, scelte, indipendenza, in queste famiglie, inconsciamente significa rifiutare in toto l’altro ed esserne totalmente rifiutati, distaccandomi da chi mi è caro, non so più nemmeno io chi sono e quanto valgo, mi sento persa. Questo potrebbe anche derivare da un’educazione molto rigida, dove, quando i figli esprimevano divergenze dai genitori, questi reagivano con silenzio ostile e rifiuto affettivo e non col dialogo costruttivo. Sarebbe interessante una Psicoterapia, per Lei e per sua mamma, per scoprire se era così, almeno in parte anche per voi.
In situazioni come la vostra, quando tre generazioni soffrono, provare a cambiare piano piano si può e si deve, per il benessere di tutti.
Per prima cosa provi a parlare con la mamma, la valorizzi, la faccia sentire una brava madre, moglie, una splendida donna, al di là di quello che la nonna dice.
Comsiderate seriamente l’idea di prendere un aiuto esterno, per accudire la nonna, almeno qualche ora, in modo che non possa riversare così spesso il nervosismo legato alla sua salute precaria sulla mamma.
In queste ore la mamma dovrebbe trovarsi un interesse che la valorizzi come persona e metta in luce le sue doti, così diventerebbe più forte dentro, di fronte alle critiche.
Chiedo anche quanto i maschi di casa vi valorizzino comedonne e quanto collaborino alla gestione della nonna, se fosse possibile cercate di coinvolgerli di piu, se la prendono meno delle donne,per le critiche.
Quanto a Lei, mi sembra che non voglia proprio concedersi il distacco, neppure fisico, deve studiare ? Perché per forza in casa ? Ha mai pensato alle biblioteche o alle sale-studio dell’Università ? Una mente attanagliata da problemi emotivi non può concentrarsi nello studio ed il distacco fisico è il primo passo per quello emotivo, che verrà con fatica dopo, secondo me sarebbe proprio ora di cominciare, per il Suo futuro !
E la nonna ? È solo soggetto di accadimento passivo o può ancora fare qualcosa di utile ? Spingetela con decisione a rendersi utile, per quanto può, perché, a volte la rabbia nell’anziano può derivare anche dal non trovare più un posto nel mondo.
In bocca al lupo a tutti.
Mi riscriva pure, se ha bisogno.
Dott.essa Francesca Chiara Pellini