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Buongiorno, quando non ci si sente abbastanza sicuri di se stessi, di essere benvoluti per quello che si è, o quando, come, mi sembra di capire, nel Suo caso, si è stati abituati fin dall’infanzia a considerare i distacchi come qualcosa di molto doloroso, può accadere che questa paura eccessiva resti dentro noi e ci causi difficoltà nel quotidiano.
Esistono tuttavia piccoli accorgimenti che aiutino a superarle:
Distaccchi inizialmente brevi, da allungare gradualmente, man mano che si scopre di non stare eccessivamente male, lontano da chi abbiamo lasciato.
Rendere interessanti i momenti trascorsi nella nuova situazione, in modo da distrarre il pensiero dal passato.
Trovare un modo per “tenere sempre un filo collegato”, con il luogo che si è lasciato, anche in nostra assenza (mail, telefonate, facebook, ecc), l’ideale, però, sarebbe ricorrere a questi mezzi solo in momenti di “crisi”, puntando ad averne sempre meno bisogno, man mano che ci si abitua ad interiorizzare la presenza delle persone care lontane.
Portare con sé oggetti appartenenti alle persone che ci mancheranno o meglio ancora loro foto e guardarle di tanto in tanto (si spera sempre meno col tempo)
Volgere lo sguardo alle nuove opportunità che il viaggio o la vacanza potrà offrire e programmare apposta qualcosa nella nuova situazione, da aspettare con curiosità, come piacevole diversivo.
Potrebbe essere interessante anche intraprendere una Psicoterapia, per indagare come venivano vissuti i distacchi nell’infanzia, perché, quali dolorose esperienze, legate alla separazione, hanno segnato il cammino proprio e degli antenati e come questo influisce sull’oggi, ma si tratta di un percorso dispendioso, soprattutto emotivamente…
In bocca al lupo, mi riscriva, se ha bisogno.
Dr.ssa Francesca Pellini