Federico Baranzini - Psichiatra Psicoanalista Milano

Buongiorno Irene,

mi colpisce la sua capacità di parlare di sè e della sua situazione che le appare -così mi pare- molto chiara: rischia di ripetere quel atteggiamento svalutante che vede bene in sua madre ovvero la sua chiusura emotiva e al dialogo.

Non è chiaro come mai questo malessere simil depressivo le si è presentato da 5 anni, ma è chiarissimo quanto le nuoccia e la faccia vivere male.

Se crede che i suoi parenti non la possano comprendere o aiutare (ma suo padre dov’è?) allora lo faccia lei, si rivolga a chi la potrà ascoltare senza giudizio aiutandola a “sbloccarsi”.

Esistono centri di aiuto e supporto psicologico pubblici, così come spesso le scuole (forse anche la sua?) offrono spazi di ascolto psicologico, i cosiddetti “sportelli”.

Altrimenti?

Altrimenti accetti il fatto che anche sua madre ha dei limiti (che evidentemente non è stata in grado di modificare più di tanto nel corso della sua vita e che la spaventano) e rompa questa “congiura del silenzio” rendendole manifesto il suo bisogno: ricevere ascolto e un aiuto concreto, magari economico per sostenere il costo di una psicoterapia.

Cari saluti

Federico Baranzini