Federico Baranzini - Psichiatra Psicoanalista Milano

Buongiorno sigra Eva,

come è stato detto la convivenza con familiari o compagni dediti al’uso di sostanze stupefacenti non è cosa facile, nè leggera, nè indolore.

Spesso l’unica cosa che può “scuotere” questi pazienti dal loro torpore indotto dallo stile di vita è la perdita degli affetti più cari e delle cose basilari come un lavoro, la casa e altri beni a cui siamo tutti bene o male abituati.

In particolare quanto affermo mi sento di poter dire vale per i soggetti cocainomani che conducono una vita pseudo normale tra lavoro famiglia e serate a farsi. Non ha citato nel suo breve racconto quale sostanza utilizzi suo marito ma credo di non aver sbagliato di molto.

Vengo al dunque, consideri di poter utilizzare la separazione e l’allontanamento dal suo compagno come strumento per ottenere quello che apparentemente sino ad ora non è riuscita ad avere, il suo ascolto e la sua attenzione. Gli faccia sapere che solo l’accettazione di un aiuto da parte di specialisti potrà far sì che lei possa tornare suoi passi. In molti casi questo passaggio produce effetti utili a far avviare una cura.

Parli a suo figlio ma non delle problematiche del padre come causa unica della separazione, cerchi di preservare in lui una buona immagine del padre perchè questo lo aiuterà in futuro. Meglio tenere fuori vostro figlio dalle vostre problematiche, gli dica allora per esempio che non c’era più tra di voi quel sentimento che vi univa inizialmente ma che continuerete a volervi bene.

Cordiali saluti

Federico Baranzini
Psicoterapeuta a Milano