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Da come scrive, ho la sensazione che lei attribuisca un notevole valore al successo scolastico. E’ stata lei stessa a investire grande importanza nell’esito di quello che considera il suo dovere, ovvero studiare, o si sente investita dalla sua famiglia a conseguire buoni risultati scolastici?
Mi sto concentrando su questo discorso perché sembra che i suoi problemi siano limitati alla stanza in cui studia. E’ come se nella sua mente fosse scattata un’equazione stanza = studio = dovere = insofferenza.
A questo punto si può chiedere se quello che studia le piace, se lo fa per piacere e arricchimento personale o per soddisfare le aspettative o l’ambizione di qualcun altro. E si può chiedere quali siano le aspirazioni per la sua vita e se il percorso che sta seguendo possa aiutarla a realizzarsi, in futuro, oppure no.
Nessun disagio nasce dal nulla. Se sta male, se piange e si sente smarrita, c’è senz’altro un motivo.
Se questo suo malessere non non si dovesse placare no, peggio, dovesse acuirsi, si rivolga a uno specialista per qualche seduta di psicoterapia. Potrebbe esserle utile per fare chiarezza dentro di sé e aiutarla ad affrontare il futuro con maggiore serenità.
Buona fortuna e buona serata!
dottoressa Federica Leva