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Gentile Atar,
da quello che scrive è una situazione complicata e non facile talvolta da poter gestire, infatti non è semplice stare a contatto con chi ha problemi di dipendenza ed un pò di risposte e di riflessioni rispetto a determinati suoi atteggiamenti nei confronti del suo compagno se li è già dati da sola.

Stare accanto a chi fa uso di sostanze, fa entrare in un circolo vizioso molto complicato e che alla lunga può sfiancare la persona e far perdere la propria autonomia e la propria serenità, sviluppando quasi una sorta di controdipendenza che non è facile interrompere come lei ha giustamente sottolineato.

Si avverte il legmae che c’è nei confronti di questa persona, ma forse data la natura di questo rapporto ed il vissuto ambivalente ed altalenante con tira e molla continui, la devono far riflettere su cosa questo rapporto è andato ad aggangiare nella sua persona già dall’inizio.
E sopratutto laddove lei non decida di porre fine alla relazione per motivi emotivi e sentimentali, allora credo sia utile farsi accompagnare in questa situazione da uno specialista che possa supportarla e farla lavorare un pò sulla situazione e sulla difficoltà nell’eventualità di una separazione.

Sono meccanismi molto sottili che si instaurano all’interno di una relazione dove sono presenti sostanze, che è molto difficile guardare con occhio esterno, proprio perchè si è coinvolti, ma che rischiano di minare la sua serenità ed il suo equilibrio, in quanto se la persona che fa abuso non decide e non prende consapevolezza di fare anche lui un percorso di terapia e di riabilitazione, il rischio è che possa svilupparsi sempre di più una modalità di rapporto basato sulla frustrazione, sulle bugie e su una sindrome da crocerossina da parte sua che purtropo in condizioni di dipendenza non è utile nè sano per aiutare la persona.

Mi tenga aggiornata,

un caro saluto

Dott.ssa Emanuela Venanzoni.