Buongiorno dottoressa,
innanzitutto grazie per la sua attenzione e l’analisi che ha fatto.
I suoi consigli sono in linea con quello che mi aspettavo: l’unica persona su cui posso influire direttamente sono io stessa, e la cosa migliore che posso fare è certamente cercare di vivere il presente limitando i danni del passato.
Sento anche io, da tempo, l’esigenza di fare una psicoterapia, proverò a informarmi nella mia città.
Purtroppo insieme alla gioia della maternità sono comparse difficoltà relazionali con tutte le persone che ho intorno, con tutti gli affetti più stretti, e forse non a caso. Vorrei tirare una riga e non aver nulla da chiedere a nessuno, vorrei non avere nessuna aspettativa, potermi basare solo su me stessa. Ma averne consapevolezza non equivale a riuscire. Vorrei:
– che mia madre si ponesse alle mie spalle come sostegno emotivo, pratico, economico ricordandosi di avere 2 figlie, non 1.
– che mio marito fosse solidale con me nella vita quotidiana, che capisse le mie difficoltà nel conciliare famiglia e lavoro, che mi trattasse con il riguardo che aveva da fidanzati e che sembra svanito, lasciando il posto a una lista di “ordini” e cose che da fare
– che mia sorella si assumesse la responsabilità di se stessa e della sua vita, invece di attribuirla a chiunque le capiti a tiro, rimanendo poi di fatto inerte e piena di rabbia verso il prossimo, me in primis, colpevole di “farmi i fatti miei” mandando avanti la mia vita come meglio posso e abbandonando lei al suo “destino”.
– che mia suocera si rassegnasse al fatto che mio marito ha 41 anni e che mi ha scelta come compagna per la vita da 8, a casa nostra le decisioni le prendiamo io e lui sulla base del nostro comune sentire, non del suo.
Mi sento enormemente sola. Mi chiedo se sono l’unica a vivere tutti i rapporti in modo così conflittuale…e anche se una psicoterapia può aiutare a viverli davvero più serenamente.