Avatar photo

Buongiorno Anna, credo che questa situazione richieda almeno una riflessione profonda:
Intanto anche Lei ammette di dire, a volte, delle cose, solo per ferire lui, come mai sente il bisogno di farlo ? poi dovrete rendervi conto che, anche se state bene, quando non ci sono conflitti, la quotidianità è fatta anche di discordie, di impegni e decisioni da prendere, anzi, se la coppia andrà avanti e prenderà decisioni serie, con il trascorrere degli anni, man mano, interazioni basate u progetti seri, che richiederanno sempre più un confronto maturo su questioni più o meno complesse, prenderanno via via il posto dello stare insieme passionale e “mieloso”, tipico dell’innamoramento, che adesso sembra essere l’unico momento in cui entrambi vi sentite davvero appagati.
Come farete ad affrontare insieme situazioni varie e, a volte, anche complesse, se entrambi non condividete almeno lo scopo di imporvi come obiettivo di coppia un “no” deciso alla violenza, alle frasi dette solo per ferire l’altro e una crescita quotidiana nel rispetto reciproco, al di là del motivo degli screzi ? A costo di sembrare pesante, deve proporre questa meta anche al suo compagno, se, ogni giorno non notate di fare almeno dei passi avanti per raggiungerla, vi consiglio di lasciarvi, nessun rapporto che accetti e dove sia giustificata la violenza può portare al benessere, non ci si può assolutamente accontentare di qualche momento soddisfacente.
Chieda al suo compagno se la ama, al di là di quello che, di lei, pensa la sua famiglia, perchè quello che conta è la coesione di coppia: se la coppia si ama, si rispetta e si stima reciprocamente, allora avrà la forza di affrontare le difficoltà create dalle rispettive famiglie d’origine e dall’appartenenza a culture diverse, ma, nel vostro caso c’è il rispetto, la stima, la condivisione di almeno alcuni valori di fondo ? o c’è solo attrazione fisica e l’eccitazione legata alla curiosità di stare con uno/a che appartiene ad un mondo nuovo e diverso da quello conosciuto ?
Vi consiglio di porvi seriamente queste domande, prima di decidere se proseguire la storia o troncarla.
Non dubito che il suo compagno abbia sofferto, è bellissimo che Lei lo comprenda, ma deve anche ricordarsi che un rapporto d’amore funziona, se si trova una persona da amare e da cui essere amati, se invece si tenta di “salvare” una persona dal dolore, poi non si ottiene quasi mai dall’altro la gratitudine a cui inconsciamente si aspira, con il risultato di inabissarsi sempre più in una spirale di dolore e delusione
Il suo “lui”, vedendo che lei lo giustifica continuamente, potrebbe sentirsi le spalle sempre più coperte e tentare sempre più frequentemente di prevalere su di Lei con la sopraffazione e la violenza, più questa dinamica relazionale dura, più sarà poi difficile liberarsene.
Occorre che al suo partner vengano posti, da subito, limiti chiari, che lei gli “dica”, con tutta se stessa, col suo modo di comportarsi e di essere, non solo con le parole, che lo capisce, ma non tollera assolutamente di essere prevaricata con prepotenza, neanche con piccoli gesti agressivi.
Naturalmente, poi, dovrà stare attenta ad essere altrettanto delicata Lei.
Mi permetta una domanda: il compagno è di cultura islamica ? non lo chiedo per razzismo, ma perchè è risaputo e sarebbe ipocrita negarlo, che, in quel contesto culturale, le donne sono, più che da noi, considerate un possesso del maschio, potrebbe succedere anche da noi, ma qui, almemo, la società formalmente “condanna” questo, là invece la situazione è legittimamente accettata dai più e pochi “avanguardisti” stanno cercando un cambiamento, ma con notevoli difficoltà.
Se una donna europea si mette con un islamico, per far funzionare il rapporto devono succedere due cose: o lei accetta una sottomissione al maschio molto più alta di quella a cui normalmente si è abituati in Italia o lui dovrà compiere una svolta radicale nelle sue concezioni del ruolo femminile, con conseguente malcontento della famiglia d’origine o un po’entrambi gli aspetti.
Pensate di farcela davvero ?
Forza ! grazie e resto sempre a Sua disposizione !
Un caloroso saluto.
Dott.ssa Francesca Chiara Pellini