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Buongiorno a Lei Nanna, noto una situazione molto complessa e dolorosa e la ringrazio per aver trovato il coraggio di parlarne con noi.
La varietà dei sintomi manifestati suggerisce la necessità di un approccio integrato: sia Psichiatrico che Psicoterapico.
Per prima cosa, grazie ad una cura farmacologica, sulla quale io onestamente non mi sento competente nel darle indicazioni, (perchè sono una Psicoterapeuta e gli Psicoterapeuti non possono prescrivere farmaci, bisogna essere Psichiatri), lei potrà togliersi le allucinazioni, che hanno come conseguenza negativa principale il limitarla nei compiti quotidiani.
Gli attacchi di panico possono altresì essere curati farmacologicamente, ma limitarsi alla Psichiatria, a mio parere porta con sè un inconveniente non da poco:
Spesso gli psichiatri intervengono sui sintomi, ma non approfondisce le cause per cui l’Inconscio ha “creato” queste visioni e “scatenato” gli attacchi di panico, che altro non sono che due artifici inconsapevoli, escogitati dalla mente, per fornire l’alibi per non affrontare alcuni aspetti della quotidianità, tanta è la paura che le fanno !
Tale “tattica mentale” è naturalmente del tutto indipendente dalla sua volontà e Lei non ne è assolutamente responsabile, può altresì essere favorita da uno squilibrio di neurotrasmettitori (sostanze chimiche rilasciate dai neuroni) nel suo cervello, come le spiegherà meglio lo Psichiatra.
Nel suo caso credo che la paura di essere giudicata, magari in qualche modo “punita”, con la perdita dell’affetto e della stima di qualcuno, qualora dovesse in qualche modo “fallire”, sia talmente pregnante che Lei non può affrontarla direttamente, ma la “personifica” e la esternalizza, come per allontanarla, buttarla fuori da se stessa.
Nello stesso tempo, però, mediante tali personificazioni, lei a questi timori “dona” un corpo ed una voce, il che risulta sempre più rassicurante che avere qualcosa di indefinito, che però disturba dentro.
L’Inconscio “comunica” alla Coscienza mediante un linguaggio “cifrato”, “simbolico”, bisogna imparare a decifrarlo e, su questo fronte, la Psicoterapia potrà aiutarla più della Psichiatria, se invece si limitasse a quest’ultima, sarebbe, a mio parere, come se lei prendesse le supposte per abbassare la febbre, senza però agire con antibiotici sull’infezione che può causarla.
Chi e che cosa simboleggiano in realtà le “visioni” di cui io ho paura ?
Cosa dicono alla mia vita queste e gli attacchi di panico ?
A queste domande potrà rispondere con l’aiuto di uno Psicoterapeuta, meglio se ad indirizzo Psicodinamico.
Oltre a questo, ma già in una fase più avanzata del lavoro, la Psicoterapia potrà insegnarle delle tecniche Psicologiche per calmarsi che, rispetto all’uso dei farmaci, hanno i vantaggi di presentare meno effetti collaterali e creare meno dipendenza.
D’altra parte, però, la cura con l’uso di farmaci garantisce benefici più immediati.
Presumibilmente, quindi, nella prima fase dominerà il ruolo della Psichiatria e dei farmaci, per “tamponare” l’emergenza, man mano che si vedranno (ne sono sicura !) i primi miglioramenti, si potrà via via lasciare sempre più spazio alla comprensione dei due fenomeni e di ciò che favorisce il loro insorgere, per contrastarli, dunque la Psicoterapia prenderà gradualmente il sopravvento.
Il primissimo passo da fare, però, è rendersi conto veramente che ansia e visioni non sono che una sua costruzione mentale, sia la Psichiatria che la Psicologia, in questo, potranno aiutarla all’unisono.
Il risultato principale di questa presa di coscienza sarà che, prima ancora della scomparsa dei sintomi, Lei forse potrà imparare a conviverci e, più di tanto, essi non la ostacoleranno nella vita quotidiana.
Non si offenda per il paragone, ma succede anche ai bambini: il bambino può anche sognare il lupo cattivo, certo non ne sarà mai felicissimo, ma, non appena si rende conto che si trattava solo di un incubo, prima o poi si riaddormenta, sperando di non sognarlo più, è fino a che è convinto che il lupo esista realmente che rimane sveglio e terrorizzato….
Altro aspetto comune: il bambino si consola con le coccole altrui, lei è grande, ma, dopo questi “momentacci, le consiglio comunque di “coccolarsi da sola, dedicandosi a ciò che più le piace….
Non si spaventi per l’onere economico di intraprendere due percorsi di cura: rivolgendosi al C.P.S. più vicino alla sua abitazione, dovrebbe aver diritto sia allo Psichiatra che allo Psicoterapeuta, pagando al massimo un piccolo tiket.
Coraggio !
Restiamo sempre a sua disposizione
Cordiali saluti
Dott.ssa Francesca Chiara Pellini