Avatar photo

Gentile Francesca,
da quello che scrive ci sono pochi elementi per sapere o no se si trova in una situazione di dipendenza la quale ha una sintomatologia ben precisa e che nella maggior parte dei casi si sviluppa nel tempo già all’interno della relazione sia attuale e sia in quelle precedenti.

E’ una reazione a volte del tutto lecita provare ancora a contattare la persona con la quale abbiamo condiviso la nostra vita, lei tra l’altro non dice per quanto tempo siete stati insieme, ed altri elementi utili per darle qualche elemento in più!

Ci sono molte sfumature all’interno di una relazione d’amore, nella quale sopratutto nei primi tempi, si crea una condivisione stretta e quasi al limite della dipendenza reciproca che fa parte della prima fase della crescita del rapporto stesso.
Quando ci si lascia, viene a mancare un pezzo della persona, e della nostra vita, qualunque sia la motivazione ed il ruolo che si è avuto all’interno di questa decisione, ed è al pari in alcuni di casi di un lutto e che come tale va elaborato e compreso da entrambe le parti.

Due mesi sono un tempo dove ancora si può manifestare nostalgia, senso di perdita, di vuoto, di confusione ed un malessere legato al fatto di non essere più in relazione anche se poteva non essere quello che si voleva davvero.
C’è bisogno di metabolizzare e di effettuare un percorso di crescita e di ri-nascita dopo una separazione, la cosa che posso dirle è che al di là di cercare una diagnosi, provi a stare con questa sensazione di perdita e di dolore che per quanto sia a volte forte fa parte dell’elaborazione e si dedichi per quanto possibile ad attività che la facciano stare bene e stando con persone che le stiano accanto.

Qualora notasse che questo cercare o pensare continuamente alla relazione appena chiusa, nel tempo non accenna a dimunuire allora può iniziare a pensare a chiedere il consulto di uno specialista e lavorare con i suoi tempi sulle dinamiche di relazione e su cosa la porta ancora a stare più in contatto con questa perdita e con la sua non accettazione piuttosto che tornare alla vita e ad un nuovo inizio.

Mi tenga aggiornata,
un caro saluto.

Dott.ssa Emanuela Venanzoni