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Caro Marco, mi sembra che lei abbia già fatto una diagnosi piuttosto precisa della sua ragazza. È tutta via difficile stabilire l’efficacia di un trattamento psicoterapeutico su un soggetto di questo tipo. Alcuni tratti che descrive fanno pensare a un quadro con aspetti psicotici da trattare, a mio parere, con la combinazione di una terapia relazionale – psicoterapia – e farmacologica – forse la sua ragazza potrebbe giovarne per stabilizzare l’umore. Sarebbe utile sentire il parere di uno psichiatra o di un medico psicoterapeuta, per concentrare in una sola figura il vantaggio di entrambe le terapie che le ho suggerito. È altresì possibile che lo specialista non ritenga necessario alcun intervento chimico e che avvii con la sua ragazza solo una terapia relazionale. Sull’esito di un trattamento di questo tipo non posso darle alcuna rassicurazione. Se il nucleo psicotico fosse forte e radicato, alcuni comportamenti potrebbero rimanere a vita; ma, ripeto, per avere un’idea del caso e del suo decorso bisognerebbe conoscere la paziente.
Se fosse ancora insieme a lei, la incoraggi a incontrare uno specialista. Temo che ne abbia bisogno, per trovare quella stabilità che, dal suo racconto, cerca affannosamente qua e là, senza aver mai la percezione di averla trovata.
In bocca al lupo!
Cordiali saluti
Dr.ssa Federica Leva