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Cara Paola, comprendo il suo disagio. Accompagnare in ospedale suo padre, più per dovere che non per forte affetto, non deve essere semplice. Presumo che il vostro rapporto non sia dei più sereni e il modo in cui suo padre si presenta in pubblico la svilisce e la disonora. Qualcosa mi fa intuire che per lei abbia grande importanza il modo in cui si pone allo sguardo degli altri, e la infastidisce mostrarsi assieme a un uomo trascurato. È una situazione che creerebbe imbarazzo a molti, ma suo padre non si disinteressa del proprio aspetto per metterla a disagio. Ormai da tempo, temo, non ha più la concezione della realtà che ha lei. Per lui non ha alcuna importanza come si presenta alle visite, sa solo di aver bisogno di bere alcool e di essere costretto ad andare in ospedale, ogni tanto, per una “seccatura” – ho indovinato?. Che sia ben vestito, lavato e rasato per lui non ha più molta importanza. L’alcool modifica i pensieri e lo stile di vita di chi lo sceglie come automedicazione, per sfuggire a qualche aspetto drammatico della sua vita. Il carattere stesso di una persona può venire stravolto dall’assunzione cronica di importanti quantità di vino. Suo padre non si è mai sottoposto a una cura di disintossicazione, negli anni passati? Non sarebbe possibile convincerlo a provare a liberarsi adesso delle sue dipendenze?
Se il suo disagio nasce dal fatto che la innervosisce farsi vedere con suo padre, si rassereni. Nessuno la giudicherà male, per colpa sua. Non deve sentirsi in imbarazzo per quello che suo padre dice o fa, in un luogo pubblico. Innanzi tutto, non è la sua educatrice, in seconda istanza il suo potere contenitivo è limitato agli spazi che suo padre, con la sua parziale lucidità, è disposto a concederle.
Se invece non ce la fa più perché l’impegno è troppo gravoso, allora richieda la collaborazione di qualcun altro, di sua madre, di altri parenti, dei servizi sociali e territoriali della sua zona. Anche se è la figlia, se non riesce a farsi carico da sola delle problematiche del papà, è giusto che venga aiutata.
In bocca al lupo!
Cordiali saluti
Dr.ssa Federica Leva