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Caro Alberobello, una crisi post-partum che si protragga per ben sei anni mi sembra un po’ anomala e dalla sua lettera emerge un quadro morboso che va oltre uno squilibrio ormonale transitorio. Sua moglie dovrebbe seguire una psicoterapia a lungo termine per risolvere tutti i problemi che la stanno corrodendo, oltre a rovinare la vostra vita matrimoniale e anche le sicurezze della bambina. Temo che E. non sia in grado di uscirne da sola, e considerato l’invischiamento familiare dubito che lei o la bambina possiate fare molto, per aiutarla. La soluzione che ritengo più efficace è una psicoterapia, magari coadiuvata da un iniziale supporto farmacologico – in questo caso, deve essere condotta o da uno psichiatra o da un medico psicoterapeuta.
Non rinfacci a sua moglie le sue contraddizioni, fra fede religiosa e comportamento domestico. E’ probabile che E si accorga della propria ambivalenza, e ne soffra. Sottolineare questo squilibrio la rende solo più nervosa e meno sicura di poter risolvere i propri conflitti. Conflitti che E ha il terrore di affrontare e guardare in faccia, chiamando ciascuno con il proprio nome.
La convinca a farsi seguire seriamente, per il bene di tutti e tre. E. ci ha provato da sola, ma il trauma va oltre le sue forze. È anche per questo che esistono specialisti della mente, per sostenere chi ha la forza di guarire, ma non conosce la strada più adeguata alle proprie risorse.
In bocca al lupo e buona serata
Dr.ssa Federica Leva