Federico Baranzini - Psichiatra Psicoanalista Milano

Buongiorno,

quello che racconta parrebbe rientrare nella nota e vasta casistica degli atti di bullismo scolastico associati ad atteggiamenti di stigmatizzazione e isolamento/emarginazione tipicamente sostenuti da pregiudizi e maleducazione.

Che dopo tanti anni lei ancora ci pensi e ne soffra non stupisce: sono stati episodi che l’hanno segnata dentro, hanno in qualche modo “fatto trauma” dentro di lei. Magari non tutti, ma alcuni forse si.

Il suo atteggiamento, mi pare concorra in particolare a mantenere accesa questa ferita, ad alimentarla: come fa ad attribuire tanto “potere”, ancora oggi, a quei ragazzi tanto da pensare che condizionino le sue relazioni? E’ ovvio che lei si porta dentro delle ferite che la condizionano nella vita di tutti i giorni, facendole vedere e vivere ancora quei tempi di allora. Riattualizzando cioè le vicende di allora.

Credo debba pensare seriamente a rivolgersi a qualcuno per essere aiutato a modificare dentro di sè, e non fuori di sè nella realtà del suo paese, i segni e le tracce di quei tempi. Non si chieda, in modo un po’ persecutorio, perchè la odiano dopo tanti anni, ma: cosa ho fatto per superare quel periodo? Cosa c’è nella mia vita che mi arricchise e mi motiva? Sono soddisfatto di me? Quali sono le mie relazioni di oggi che mi “riempono” e mi appagano?

Cordiali saluti