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Buonasera. Nel suo post è molto vaga, e non ci dice quando ha effettuato il bendaggio gastrico. In tempi recenti o lontani? Il bendaggio è ancora attivo o è già stato rimosso? Come mai non ha fatto effetto? Non ha perso chili durante la restrizione dello stomaco, o li ha recuperati dopo la rimozione dell’anello di silicone? Se non è dimagrita, durante il trattamento, c’è da chiedersi se non ci siano altre cause, del suo sovrappeso – il suo medico curante ha già eslcuso la sindrome metabolica, per esempio?
Durante il trattamento non è stata seguita da uno psicologo? Se la risposta fosse sì, perchè non ha proseguito la terapia di supporto, dopo la rimozione del laccio, per limitare il rischio di riprendere ad alimentarsi in modo irregolare? Mi sembra abbastanza chiaro che i suoi problemi nascano da alcuni aspetti della sua vita e non dal cibo… Anzi, il cibo è uno strumento che usa per consolarsi di qualcosa che la rende infelice o che la affatica in modo particolare – gestire quattro figli dev’essere tutt’altro che facile… E’ sola o ha un uomo accanto, che la aiuti in questo compito? Il problema del cibo, come fonte di conforto, è che ha un’ efficacia limitata nel tempo e quando gli effetti benefici passano, rimangono i loro effetti collaterali. Le suggerisco di rivolgersi a una psicologa – o uno psicologo – per analizzare e trattare il problema e, se non l’avesse già fatto, di rivolgersi al suo curante per capire come mai il bendaggio non abbia avuto gli effetti sperati.
Buona serata!

Dr.ssa Federica Leva