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Buonasera! Non posso sapere se sia il tuo approccio a essere sbagliato o se la psicologa non sia riuscita a creare un’ottimale atmosfera terapeutica, ma l’esito non cambia: sei a disagio e non riesci a essere sincera con la persona a cui dovresti confidare ogni tuo pensiero senza timore d’essere giudicata o rimproverata. Ho la sensazione che tu stia vivendo una situazione ambivalente: da un lato vorresti lasciare la terapia e dall’altro non osi farlo per timore di offendere qualcuno. Chiediti se vuoi davvero affrontare la terapia e i disagi che richiede. Se la tua psicologa ha ritenuto utile coinvolgere anche la tua famiglia, forse significa che la ritiene importante, per trattare il tuo vissuto. Probabilmente, ha capito che bisogna agire su alcuni legami per aiutarti, e il tuo rifiuto a seguirla potrebbe essere un segno di rigetto al percorso che stai seguendo. Non solo, hai iniziato a rivolgere verso te stessa una rabbia sorda e mutilante, come si ti sentissi in colpa per qualcosa. Forse stai manifestando di non voler affrontare alcuni fantasmi del tuo passato, o ti senti responsabile per averli risvegliati, nella tua famiglia. Non credo che la tua terapeuta non si curi del tuo autolesionismo, tutt’altro. Sicuramente è preccupata, ma vuole portarti a comprendere il significato più profondo del tuo gesto seguendo una strada che non passi per l’autolesionismo.

Se i vissuti emersi stanno generando tanto scompiglio, forse non sarebbe meglio affrontarli e metterli da parte, una volta per tutte? Ricorda che questa è la tua terapia, non la terapia della tua famiglia. Se sono riaffiorati episodi spiacevoli, non è certo colpa tua; e, in egual modo, se hai vissuto situazioni dolorose, la colpa non è tua. Ora, tu puoi scegliere se affrontare il passato o se scappare. A mio parere, dovresti confidare alla tua terapeuta di sentirti bloccata e di vivere con disagio, in casa, a causa dello scompiglio che ritieni di aver provocato. Non solo hai il diritto, ma anche il dovere di condividere con la psicologa tutto quello che ti impensierisce. In questo modo, le consentirai di modificare, se necessario, il suo approccio terapeutico e, se non si riuscisse a riportare il rapporto su un piano di completa fiducia e complicità, potrai valutare di cambiare riferimento.

In bocca al lupo!

E buona serata

 Dr.ssa Federica Leva