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Buonasera.
Aver preso coscienza di un errore – la menzogna – ed essere decisa a non ricaderci più le fa onore. É lodevole che non voglia andare di nascosto da uno psicologo, ma mi sembra di ravvisare un problema di autostima che potrebbe venir trattato durante colloqui mirati. Non deve mentire su dove va, e neppure sentirsi in dovere di raccontare alla sua famiglia qual è il suo problema. É sufficiente che dica di aver bisogno di qualche seduta per risolvere un problema, senza entrare nel dettaglio – ha pur diritto alla sua privacy. Se insistessero, può dire la verità: difficoltà a volersi bene, a capirsi. Non deve pensare che la psicoterapia si svolga necessariamente per anni e anni, con numerose e costose sedute. La durata è proporzionale al problema e alla risposta del paziente.
Come le dicevo, ravviso un crollo importante dell’autostima, che deve essere nuovamente valorizzata. D’accordo, ha commesso un errore, ma chi non ne commette? Chi l’ha criticata tanto aspramente è esente da difetti? Non credo. Per quanto riguarda le presunte cattiverie che immagina vengano dette alle sue spalle, non sono altro che proiezioni del suo senso di colpa: io sono cattiva, quindi gli altri parlano dei miei peccati. In verità, penso che gli altri abbiano anche altre cose a cui pensare… Non interpreti ogni cosa come diretta verso di lei. Non si vergogni troppo per il passato e prosegua a testa alta assecondando i suoi buoni propositi. E si perdoni.
“E’ tempo che tu smetta di cercare fuori di te tutto quello che a tuo avviso potrebbe renderti felice.
Guarda in te, torna a casa.” Osho