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Buongiorno.
Ci sono alcuni punti, nella sua lettera, che mi hanno colpito. Lei scrive di essere

cicciottella ma socievole, ho anche un ragazzo

Queste poche parole, mi fanno intuire che lei coltivi una forte sensazione di inferiorità, e il suo caso personale sembrerebbe avvalorare questa supposizione. Perché cicciottella MA socievole? Le è stato insegnato che non deve considerarsi attraente e di conseguenza non può essere neppure piacevole nel comportamento? Accenna poi al ragazzo, e con stupore, e qualche perplessità, ho notato che ogni suo riferimento scompare nel corso della sua lettera. Ma procediamo con ordine.
In casa è controllata, non ha libertà, tutti si aspettano che sia allegra, spensierata e presumo anche grata per quello che ha. Fa di tutto per rendersi gradita, ma le sembra di non ottenere mai il riconoscimento che si aspetta, in particolar modo da suo padre. Non si sente apprezzata per il suo aspetto fisico, quando magari lei si piacerebbe anche così – o comunque, si accetterebbe senza grossi problemi.
Da come la vedo, in questa sede, lei sta vivendo gli effetti di una situazione che si è protratta a lungo, e che in casa viene data per scontata. Giustamente, lei si sta rendendo conto di valere più di quanto non riceva, vorrebbe un riconoscimento economico e personale, sia il suo lavoro in ditta – ditta che le appartiene, secondo la legge – sia in casa.
Lei scrive

Io non ho mai avuto sogni, ho sempre fatto quello che la gente si aspettava da me. Ho sempre avuto la testa sulle spalle, diligente, rispettosa educata. Mai un colpo di testa.

Io credo che lei abbia più di sogno – uno è quello che vivere una vita che ritiene più soddisfacente – e ha il diritto di provare a raggiungerlo. Ha sempre cercato di compiacere tutti, forse per compensare una mancanza di affetto che, per qualche motivo, credeva di non meritare. Che sia razionale, diligente, rispettosa ed educata va benissimo; nessun colpo di testa, va bene anche questo. Se non li ha mai fatti, significa che probabilmente se ne sarebbe pentita, in seguito. Adesso, però, è arrabbiata e stanca della situazione. Sogna – ancora una volta – di prendere la macchina e di andar via… ma da sola? Ha un ragazzo, non desidera costruire nulla, con lui? La sua presenza non riesce a supportarla o a offrirle uno spiraglio per allontanarsi dalla sua vita attuale? Ha 27 anni e, se lo desidera può costruirsi una famiglia con il suo compagno. Perché non lo fa? Suo padre non glielo può impedire, in alcun modo. A meno che non ci siano questioni di cui non ha parlato, nella sua lettera. Che cosa prova, nei confronti di suo padre? Solo rabbia o anche paura?
Per quanto riguarda il lavoro, scrive che non ha alcuno stipendio, anche se la ditta è intestata a lei. Non può procedere e farsene riconoscere uno? O preferirebbe lasciare la ditta e cercarsi un altro impiego, lontano dalla sua attuale famiglia?
Non ho molti elementi pratici, per aiutarla, ho la sensazione che manchino troppi tasselli per comprendere appieno il quadro personale – non ci ha parlato della mamma, non sappiamo se ha i fratelli o sorelle, non si comprende bene il suo rapporto con il fidanzato ecc…. Però le posso dire qualcosa. Ha 27 anni e ha il diritto di costruirsi la vita che desidera. Ha diritto di sognare e di provare a realizzare i suoi sogni. Incanali correttamente la sua rabbia per stabilire che cosa cambiare e imporsi per raggiungere i suoi obiettivi. Ha alcuni diritti legali, li usi. Pretenda uno stipendio e non si lasci offendere in silenzio. Non le suggerisco di essere impertinente o provocatoria, ma dimostri a chi dovesse criticarla di avere una più alta opinione, di se stessa. Le dicono che è brutta? Risponda che si piace com’è, e dal momento che piace anche al suo fidanzato, non deve giustificarsi con nessun altro. Non ha fatto abbastanza? Ha fatto quello che aveva stabilito di fare, nei modi e nelle tempistiche che scelte da lei. Non si lasci scalfire dalle critiche che mirano soltanto a sgretolare la sua autostima. A Eleanor Roosvelt viene attribuita, pare impropriamente, una frase tuttavia significativa: “Nessuno può farvi sentire inferiori senza il vostro consenso.” Non dia questo consenso a nessuno. Nemmeno a se stessa.
Buona giornata!
Dr.ssa Federica Leva