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Caro fwars1979, non è facile, e nemmeno molto etico, giudicare una terza persona che non si è rivolta al nostro “servizio”. Ad ogni modo, il comportamento che descrive non sembra quello che una ragazza allegra, che si diverte a sfruttare il maschio caduto in trappola. Dal suo racconto mi sembra di vedere una ragazza esitare e poi scegliere di correre un azzardo, per poi ritornare indietro perché non sa come fare. È molto confusa, ha paura d’impegnarsi, non sa se potrà restituire quello che ha ricevuto dal compagno e si tira nuovamente indietro. Cerca di comportarsi come “si dovrebbe fare”, ma le sembra sempre di dare troppo poco, a tal punto che d’aver bisogno di accertarsi di non aver deluso il compagno – lei, in questo caso. Mi sembra un comportamento che sottende a un conflitto interiore, probabilmente provocato dalla mancanza di una figura di riferimento maschile, durante l’infanzia. A dispetto della sua allegria, è una ragazza molto insicura e desiderosa di compiacere gli altri.
Non può essere lei a risolvere il suo problema. Deve gestirlo la sua amica/ragazza, con i tempi e le modalità che preferirà. Potrebbe esserle utile essere affiancata da una figura professionale, che l’aiuti nel processo di riavvicinamento al padre, se mai ci sarà.
Buona serata!
Dr.ssa Federica Leva