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Gentile Aurora,
come già ha scritto lei è un difficile trovare la soluzione attraverso un foglio elettronico, anche perchè ogni persona che scrive qui è portratrice di tante micro esperienze che non sempre sono semplici da raccogliere per poter dare un quadro completo a chi è dall’altra parte.
Mi veniva in mente mentre leggevo di quanto per lei deve essere stata importante questa esperienza sia da un punto di vista di crescita emotiva e pratica, e non è talvolta semplice tornare nel proprio contesto di origine per quanto bello e nutriente sia, come lei ha detto all’inizio della sua mail.
Mi arriva un pò di incertezza sul suo futuro e sulla perdita appunto di interesse su quello che sta studiando e che, è come se avesse perso degli stimoli che in un’altra realtà era riuscita a realizzare e a portare avanti con molto entusiasmo.

Non è a volte facile adattarsi di nuovo alla vecchia realtà chiamiamola così, per quanto rappresenti le nostre radici, siamo in un momento di estrema incertezze sotto tanti punti di vista e questo non facilita una visione diciamo rosea del futuro e può generare in qualche occasione vissuti di ansia ed un umore basso e poca voglia di rimettersi in gioco.

Questa Aurora può essere una fase diciamo di ri-adattamento e quindi sarebbe utile sapere da quanto tempo e con quanta frequenza accade questo; come ha scritto, per lei è stato un trauma tornare qui e questo è un elemento che va preso in considerazione sul suo stato d’animo ed è come se in questo momento non avesse punti di riferimento sui quali per un attimo poggiare per poi rimettersi in cammino.

Può essere utile, sopratutto rispetto quest’ansia e quest’umore che non la fanno stare serena, contattare uno psicologo per lavorare insieme proprio su questo rientro e su una nuova ri-costruzione di sè stessa, per cercare di comprendere insieme come mai questo “tornare” abbia modificato, magari solo su qualche aspetto, la sua persona.

Un caro saluto,
Dott.ssa Emanuela Venanzoni.