Federico Baranzini - Psichiatra Psicoanalista Milano

Caro Alessandro,

sta attraversando un brutto momento. La mancanza di lavoro, i litigi con la moglie e la separazione. Tutto apparentemente la fa sentire impotente di fronte ai problemi. Ma il compiere gesti eclatanti non l’aiuterà a migliorare la situazione: non l’aiuterà a trovare un lavoro, a migliorare il rapporto con la sua ex moglie né tanto meno con suo figlio che non può capire e neanche a “difendersi” meglio in sede giudiziaria/legale. Chiudersi in casa, alzare i toni, far intervenire i carabinieri, avere colluttazioni non farà altro che trasmettere agli altri, a chi le sta attorno un messaggio: “sono instabile e inaffidabile, non posso gestire me figuriamoci il rapporto con mio figlio”.

E’ veramente questo che vuole?

E’ nello sfogo incondizionato della sua rabbia che tutto deve andare a finire? Voglio dire, pensa al suicidio / omicidio perché è molto arrabbiato ma sa anche lei che sarebbe solo un modo per punire chi rimarrebbe in vita, ovvero la sua ex moglie e il suocero. Si calmi, si faccia aiutare (per fortuna in Italia ci sono ancora servizi di psicologia gratuiti) e inizi a usare la testa per il futuro suo e di suo figlio.

Cordiali saluti

Federico Baranzini