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Gentile Sara,
da quello che scrive mi arriva che è un momento della sua vita importante, ma nello stesso tempo delicato e che merita la giusta attenzione.

Da quello che leggo è una giovane donna che sta affrontando una delle “prove” più belle, ma nello stesso tempo la più impegnativa che una donna possa provare nella sua vita, e cioè la maternità.
Lei scrive che molto probabilmente non si tratta di depressione post partum poichè non avverte che ci sia una non curanza o un non interesse nei confronti di sua figlia e questo è di sicuro un elemento positivo, ma la cosa che comunque mi colpisce è quest’ ansia che si è manifestata e che, per quanto come scrive non avverte 24 ore su 24, può in qualche maniera comunque arrivare a sua figlia diciamo a livello relazionale e questo è un elemento che va comunque tenuto in considerazione per il futuro rapporto tra lei e sua figlia.

Molto probabilmente è una fase che sta attraversando e che come anche ha potuto notare è arrivata all’improvviso, ma quello che le posso dire, se lei se la sente è di farsi accompagnare per un periodo da uno specialista.

Questo non perchè necessariamente si tratta di depressione post partum, come non è detto che sia un percorso lungo, ma nella prima fase della maternità può essere utile avere un luogo che lei può dedicare a sè stessa dove condividere questa esperienza e lavorare un pò su queste manifestazioni di ansia, che anche se non ci sono durante tutta la giornata è comunque una presenza che forse è il caso di tenere un attimo sotto controllo.

Ho notato che più volte ha scritto se era necessario un aiuto psicologico, ma qualsiasi cosa lei decida di fare, non deve aver timore di fare un’eventuale scelta di questo tipo, un lavoro su di sè può avere tante sfumature positive per sè stessa e per la sua famiglia e può essere un momento dedicato al suo benessere, e non perchè ci sia dietro una chissà quale patologia della quale aver paura.

Un caro saluto
Dott.ssa Emanuela Venanzoni.