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Cara Ilaria, è difficile stabilire, da una lettera, chi abbia ragione, nella sua coppia. Assumendo che le sue dichiarazioni siano vere, mi sembra abbastanza facile parteggiare per lei. Lei sembra una persona razionale, capace di analizzare con obiettività la sua vita, le sue aspirazioni e le delusioni a cui è andata incontro. Scrive di non essere mai stata veramente felice, con l’uomo che ha sposato, e di aver discusso sulle questioni importanti fin dall’inizio. C’è però da dire che lui l’ha sempre assecondata – si è sposato e le ha permesso di avere il figlio che voleva, cosa che, mi creda, non tutti i mariti concedono alle mogli – e questo non è trascurabile. Può darsi che, secondo il suo modo di concepire la vita e il rapporto di coppia, per lui queste siano prove d’amore. Lui le rimprovera di non essere capace di vederlo come vorrebbe essere riconosciuto: non escludo che lui si consideri davvero diverso, e magari che provi anche a dimostrarglielo, senza riuscirci. È inoltre probabile che lei, animata da rabbia e rancore nei suoi confronti, preferisca notare più facilmente le sue mancanze che non le sue qualità.
Ora, se a lei non basta quello che ha con suo marito e lamenta l’assenza di complicità e dialogo, le suggerisco di guardarsi dentro di capire che cosa vuole veramente, dal suo matrimonio, e si chieda se può ottenerlo, con lui. Si chieda se abbia senso proseguire questo rapporto o se valga la pena rischiare il salto nell’ignoto, chiudendo con il passato e cercando di ricostruirsi un futuro. Parlate insieme dei vostri progetti, di quello che intendete fare della vostra vita matrimoniale, magari davanti a un terapista di coppia che vi aiuti a separare i sentimenti negativi da quelli positivi che ancora vi uniscono. Se non desidera affrontare la terapia di coppia, inizi un percorso personale, per comprendersi meglio e dipanare i dubbi che l’attanagliano.
Buona serata!
Dr.ssa Federica Leva