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Cara Nexty, non cerchi a tutti i costi un errore nel suo comportamento, per la fine della sua storia d’amore. Da quanto scrive, il suo ex fidanzato è un ragazzo problematico, con gravi dubbi esistenziali e incapace di volersi bene: è molto difficile che una persona tanto a disagio con se stessa possa amarne pienamente un’altra.
Della sua lettera, mi ha colpito un punto. Lei scrive:

Non posso accettare di non sentirlo più perché è il mio unico punto di riferimento.”

Questa esclusività mi ha turbato. Perché lui è il suo unico punto di riferimento? Che cosa la unisce a questo ragazzo, al di là della storia che avete condiviso? Cerchi di capirlo. È importante che almeno lei si conosca a sufficienza, per evitare un coinvolgimento emotivo improduttivo, in un contesto così delicato. Cerchi di mantenere una distanza sufficiente a valutare le scelte e le parole del suo amico con obiettività. Un coinvolgimento eccessivo potrebbe portarla a distorcere la realtà, direzionando in modo errato i suoi ragionamenti – ad esempio, colpevolizzandosi quando, magari, lei non ha fatto nulla di cui rimproverarsi. Se può, convinca il suo amico a intraprendere un percorso terapeutico mirato e qualificato per capire la natura del suo malessere e impostare un trattamento idoneo. Se necessario, si faccia supportare anche lei, nel gestire una situazione che, è evidente, la sta facendo soffrire.
Buona serata!