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Buonasera!
Dalla sua lettera mi sembra di cogliere una personalità molto insicura e che ha continuamente bisogno di conferme esterne, per potersi convincere di avere un valore, nel mondo. A questo, si aggiunge una nota che sembrerebbe – il condizionale è d’obbligo, non conoscendola di persona – combaciare con un nucleo borderline – la perdita di memoria durante uno sfogo di rabbia.
Mi chiedo, e se lei si risponda da sola, se lo desidera, che cosa abbia minato a tal punto le sue sicurezze da averle frammentato l’autostima in pezzi fini come pulviscolo. Non è questione di incolpare gli altri proteggendo vilmente se stessi: noi siamo il prodotto di vari fattori, fra cui anche l’ambiente in cui siamo cresciuti – famiglia, amicizie, scuola, hobbies ecc… Se avevamo bisogno di incoraggiamento, ad esempio, e invece ci siamo ritrovati a vivere in un ambiente poco predisposto all’accoglienza, è comprensibile che crescendo abbiamo sviluppato qualche meccanismo di difesa. Probabilmente, lei non è stata molto incoraggiata, durante la sua infanzia, mentre, per sua natura, ne avrebbe avuto bisogno. Lo deduco da quello che emerge dal suo rapporto con suo padre: lei vorrebbe che lui si interessasse ai suoi progressi, che si mostrasse orgoglioso del coraggio con cui ha superato le sue paure – ex, la paura dell’acqua – e invece le sembra distante e disinteressato – lo sarà davvero o ha solo difficoltà ad esternare i suoi sentimenti? Allo stesso modo, cerca tracce di biasimo o di derisione in persone che, molto più facilmente, non solo non l’hanno mai disprezzata, ma non spendono di certo il loro tempo a ripensare a eventuali suoi errori. Tutti sbagliamo, è una condizione naturale, ma ben pochi sono gli errori che rimangono nella memoria di amici e conoscenti. Il suo rapporto con gli altri mi sembra alquanto sbilanciato e contradditorio. Da un lato, lei si sente piccola e sbagliata, si incolpa di tutto, con un accanimento eccessivo e infruttuoso, e dallaltro è convinta che le sue azioni possano lasciare un segno indelebile nellopinione di chi la frequenta. Le servirebbe analizzare e modificare il suo approccio con il mondo che la circonda, rivalutando sia la sua posizione, esageratamente bassa, che quella degli altri, attualmente alta e irraggiungibile. Lei si sente sbagliata, lo ripete come se fosse un mea culpa, mentre il mondo ha sempre ragione. Qualcosa mi dice che non sia propriamente così. Non dico nemmeno che siano gli altri ad aver torto, ma che molti dei suoi malesseri nascono forse da una sua interpretazione un po’ distorta della realtà.
Considerata la natura del suo problema, le consiglierei di seguire un percorso di psicoterapia per rinfrancare la sua scarsa autostima e analizzare e correggere il suo rapporto con gli altri.
Buona serata!
Dr.ssa Federica Leva