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Ciao, Niccolò. Se non sbaglio, ci hai già fatto visita, in passato, o sei soltanto un omonimo? Anche allora il tuo era un problema legato all’ossessione, problema che, da quanto capisco, continua a infastidirti, cambiando oggetto ma mantenendosi immutato nella forma.
Il problema che esponi sembrerebbe rientrare nella categoria del pensiero di tipo ossessivo: ti sei creato un problema, l’hai ampliato e tutto quello che cerchi di fare per scacciarlo non fa altro che riproportelo con cadenza tambureggiante.
Ti tranquillizzo subito: ricadere nel plagio è molto più difficile di quanto non si pensi. Non basta avere un’idea in comune con un altro autore per rischiare una denuncia. Se così fosse, migliaia di autori, fra autori editi da CE e selfp verrebbero citati in giudizio ogni anno. Perché il plagio venga riconosciuto è necessaria una percentuale di somiglianze tali da poter far affermare senza ombra di dubbio che un testo è stato copiato da un altro. Ad esempio, recentemente è stato portato alla mia attenzione un caso in cui un’autrice italiana ha copiato quasi letteralmente un romanzo della Kinsella – nemmeno di una sconosciuta! – e poi lo aveva venduto su Amazon. Comparate un paio di pagine, i due testi erano identici, con sole piccole variazioni stilistiche qua e là. In questo caso si può invocare il plagio. Ma se non copi, difficilmente potrai trovarti in una situazione simile. Ti offro un altro esempio. Una ragazza, un vampiro e un terzo spasimante soprannaturale della protagonista. Quale storia ti viene in mente? Twilight, probabilmente, ma forse non sai che esistono altre decine di storie costruite su questa identica formula. Storie che hanno spopolato, in Tv e in libreria, e mai nessuno si è mai permesso di tacciare le autrici di plagio.
Pertanto, rilassati e scrivi serenamente la tua storia.
Mi fa piacere leggere che, alla fine, hai iniziato il percorso di psicoterapia di cui parlavi sul finire dell’estate. Per quale motivo ti vergogni a parlare con il tuo terapeuta di questo problema? Se posso permettermi un consiglio, dovresti lavorare con lui sui pensieri ossessivi, dal momento che tendi a essere un po’ vulnerabile, sotto questo punto di vista.
Buona serata!
Dr.ssa Federica Leva