Federico Baranzini - Psichiatra Psicoanalista Milano

Gentile Eleonora,

la situazione che state vivendo non è facile. Appare logorante e carica di incertezze. Vorrebbe essere di aiuto al suo fidanzato che abita lontano e che passa molto tempo a casa o annoiandosi.

Ma che relazione è la vostra? Se lo è mai chiesto davvero?

“A distanza, come tante ce ne sono” mi dirà lei, con tono sorpreso. Infatti e molte di queste storie (per quanto ne so direi 9 su 10) non riescono a trasformarsi in qualche cosa d’altro. Ma non per problemi economici o di avversità ambientali e/o familiari, ma per l’ambivalenza sottostante alla scelta di farsi andare bene una relazione a distanza.

Se in tre anni non è successo nulla che vi portasse a riavvicinarvi, forse vuol dire qualche cosa.

Non consulti uno psicologo per il fidanzato (le cure per procura non funzionano!) ma per sè stessa! Si faccia aiutare a capire su cosa si regge veramente questa vostra relazione: sarà forse il fatto stesso che è “a distanza” o forse il sentirsi uniti (nell’essere però dis-uniti) contro le avversità di questa vita grama?