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Cara Anna,

immagino che sentirsi diagnosticare una condizione come quella della Celiachia non deve essere stato facile ed è indubbio che tutto ciò possa aver provocato in lei una reazione con diverse modalità contrastanti e diversi vissuti emotivi che sono passati dalla rabbia alla tristezza ed il suo corpo è nel tempo diventato “bersaglio” di tutto ciò.

Attualmente la dieta senza glutine, è la terapia più efficace nel trattamento della celiachia e questo ovviamente implica da parte della persona un atteggiamento consapevole ed un notevole impegno che passa proprio all’interno di una sana educazione alimentare.

Il rapporto con il cibo è da sempre un rapporto molto delicato che molte persone hanno e nel momento in cui può verificarsi una cronicità come appunto la celiachia o ad esempio anche il diabete, dopo lo shock iniziale ed anche una presa di coscienza, può essere utile farsi accompagnare oltre che da eventuali strutture specifiche che possono dare indicazioni sulla dieta e sulla condotta alimentare, anche da uno specialista che la possa seguire da un punto di vista psicologico, in maniera da essere supportata e seguita sotto ogni punto di vista.

Questo Anna, mi rendo conto che è un impegno sotto diversi aspetti e rappresenta un cambio di stile di vita e di abitudini, e può anche rappresentare elemento di “diversità” rispetto a come possono mangiare altre persone, ma nel momento in cui inizierà a prendersi di nuovo cura di lei, potrà nel tempo riacquistare un diverso amore per il cibo, e nel tempo una vita sociale ed affettiva serena e consapevole con una dieta adatta alle sue esigenze.

Il primo passo nel parlarne qui è già stato un modo per prendere sempre di più consapevolezza ed anche una maniera di porre attenzione a delle cronicità che possono far sentire sole e spaventate le persone, ma il fatto di iniziare a prendere coscienza ed attenzione al problema può già di per sè essere il primo motore per farsi accompagnare verso anche una nuova visione della vita ed un nuovo modo di affrontare tutto questo.

Un caro saluto,

Dott.ssa Emanuela Venanzoni.