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Cara Veronica, le sue attenzioni nei confronti del figlio di suo marito le fanno onore, ma in risposta alla sua domanda in me ne sorge subito un’altra, e mi chiedo se non si senta un po’ in colpa per la situazione che il bambino sta vivendo. Forse si sente responsabile della fine del precedente matrimonio di suo marito? O è semplicemente dispiaciuta per non essere la madre naturale di un bambino a cui vuole bene?
Non so come si siano svolte le cose, fra suo marito e la sua ex moglie, ma mi sembra di capire che ogni eventuale divergenza non solo si sia appianata, ma che le due nuove famiglie siano serene. A mio parere, è preferibile che una coppia si separi civilmente, piuttosto che perseveri a convivere, pur essendo consapevole che l’amore è svanito, e che solo il dovere la tiene unita. I figli assorbono le tensioni fra i genitori, le rivolgono contro loro stessi, se ne fanno carico come se ne fossero responsabili. Da questo punto di vista, per riprendere le sue parole direi che al bambino è andata bene, perché non ha dovuto subire attriti e assistere a litigi fra la mamma e il papà.
Il bambino va d’accordo con tutti i quattro gli adulti della famiglia allargata? È l’unico bambino, al momento, della vostra cerchia?
Comprendo che adesso si senta in difficoltà, ma sta anche a voi fargli capire, possibilmente più con i fatti che con le parole, che è un bambino come tutti gli altri, che ha un papà e una mamma come tutti e che avere altre due persone – lei e il nuovo marito della mamma – che gli vogliono bene è un privilegio, anziché un motivo di vergogna. Mi sembra che voi vi stiate già muovendo correttamente, spiegandogli, di volta in volta, che le stranezze della vostra famiglia non sono anomalie di cui vergognarsi. Ad esempio, il fratellino che sta per nascere sarà vero, non sarà certo un bambolotto, e lui sarà il suo fratello maggiore. Vedrà che quando il piccolino sarà nato, assorbendo le attenzioni della mamma, il bambino sarà felice di avere più adulti di riferimento e disposti a concedergli un po’ del loro tempo.
Mi permetto di suggerire sia a lei e che agli altri tre adulti coinvolti di non viziare il bambino per compensarlo di questo suo disagio. Verrebbe spontaneo medicare la situazione con un eccesso di indulgenza, giochi, regali ecc… ma non cedete alla tentazione di consolarlo in questo modo. Il piccolo sta crescendo e presto imparerà che non c’è nulla di disonorevole, nella sua situazione, e verosimilmente incontrerà sempre più amici che condividono la medesima condizione.
Buona serata