Federico Baranzini - Psichiatra Psicoanalista Milano

Buongiorno Federica

le domande che pone sono molto delicate e merita un approfondimento che va oltre l’intento di questo forum.

In ogni modo è vero che gli antipsicotici anche se di nuova generazione presentano effetti collaterali, soprattutto nell’area della riduzione della lucidità con sonnolenza o aumento dell’appetito o motoria come descrive è capitato a lei.

Nella valutazione tra i pro e i contro che assieme al proprio curante si dovrebbe fare c’è implicita l’idea che se i benefici sono almeno paragonabili o maggiori degli effetti fastidiosi (collaterali appunto) allora l’assunzione va presa in seria considerazione.

Questo è quindi anche un invito per lei a considerare (onestamente verso sè stessa prima di tutto) se l’introduzione del farmaco non abbia apportato anche dei miglioramenti nella sua vita (personale, relazionale, emotiva ecc…)

La durata di una terapia non è facile da stabilire, e spesso si deve procedere a vista, ovvero, valutando nel tempo il modificarsi (ci si augura in meglio) del quadro clinico. Non credo che nessun medico possa prescrivere dei farmaci dando per scontato che il paziente li assuma tutta la vita. Semmai avviene di norma il contrario. Si tratta di vedere per quanto tempo si rendono necessari.

Per questo la invito a parlarne apertamente con il suo medico, chi glieli ha prescritti. Gli esponga i suoi dubbi e perplessità. Ne parli

Cordiali saluti