Federico Baranzini - Psichiatra Psicoanalista Milano

Cara Gea

la sua “autodiagnosi” credo sia giusta, il momento di passaggio sta catalizzando una reazione dentro di lei che la porta a farle sentire quel senso di “boh” e una minore propensione alla socializzazione.

I riferimenti all’invidia, alle vacanze belle che lei non si permette o che rimanda (chissà) il suo riferimento ad una figura materna un po’ dipendente, lasciano immaginare che lei abbia sviluppato un forte senso di responsabilità e di “adultità” che l’hanno portara a raggiungere brillanti risultati ma dall’altro lato a “perdersi” dentro di sè. A perdere forse quelcontatto vitale con aspetti vivi e autentici di lei. E’ come se desse l’idea di aver sacrificato una parte più adolescenziale di sè ( forse per compiacere al papà? o forse proprio per la sua precoce scomparsa ne ha emotivamente “preso il posto” accando alla mamma?) a favore dello sviluppo di una immagine di sè che poi non corrisponde a quello che sente dentro, o meglio, che la rende insoddisfatta proprio mentre il suo ambiente (di vita e relazionale) sta cambiando.

Mi ha sorpreso per esempio che di tutto non accennasse alla relazione con il suo fidanzato che, immagino, rimarrà qui in italia. Perchè? Forse che il viaggio altro non è che una modalità indiretta e protettiva di esprimere senza responsabilità diretta (o quasi) qualcosa di lei che vuole uscire fuori?

Non mi resta che augurarle un buon viaggio!

Cordiali saluti