Risposte al Forum Create

Partnership con NeuroNews24.it

  • Staff

    Cara Berta, è davvero così importante portare le parole, nel vostro rapporto? Se lui è riservato ma dimostra, con i fatti, di provare un sentimento sincero, per lei, non vada a caccia di espressioni verbali. So che a lei farebbe piacere sentirsi dire qualche frase romantica, anche solo per confermare la sua posizione, ma non siamo tutti uguali e spesso gli uomini tendono a essere timidi e ritrosi, quando si tratta di dar voce ai propri sentimenti. Non gli chieda nulla e, al massimo, gli dica qualcosa per fargli capire quanto lui sia importante, per lei. Eviti un chiaro “Ti amo”, che potrebbe metterlo in difficoltà. Un “Ti voglio bene” o altre espressioni analoghe possono essere un buon modo per iniziare. Magari, in questo modo lui si sentirà incoraggiato a dire quello a cui ancora non riesce a dar voce.
    Sia comunque felice di avere un uomo che le dimostra di volerle bene e di essere orgoglioso di lei. Vale più di mille parole.
    Buona serata!

    Staff

    Gentile utente, a questa domanda è già stata fornita una riposta, negli ultimi tempi:

    http://www.chiediallopsicologo.it/forum/topic/mi-strappo-i-peli-dita-si-puo/

    “Caro Jacopo,
    se ho inquadrato correttamente la tua lettera, potresti soffrire di tricotillomania, ovvero, detto in parole molto semplici, non riesci a resistere all’impulso di strapparti i peli. Non si tratta di un capriccio o di una semplice mania, ma di un disturbo ossessivo-compulsivo associato a un forte stato d’ansia che si placa, temporaneamente, subito dopo l’estirpazione del pelo. Lo strappo, specialmente quando avviene grazie alle dita o a strumenti non idonei, può provocare un danno epidermico permanente. È tutto corretto? Se sì, come puoi fare per liberartene? Innanzi tutto, è necessario comprendere la ragione più profonda del tuo gesto. Si può trattare di una motivazione che ha legami con l’aspetto estetico, ma non solo. Il gesto si presenta come una difesa nei confronti di un evento angosciante, reale o immaginario. Stai forse vivendo un periodo di forte stress o sei particolarmente ansioso? Hai difficoltà ad accettare le trasformazioni del tuo fisico e preferiresti mantenere l’aspetto che avevi quand’eri più piccolo? Se sì, bisognerebbe comprenderne la ragione – rifiuto di crescere, paura di affrontare i cambiamenti della vita o altro ancora – e ti suggerisco di seguire un percorso mirato con un professionista che sappia inquadrare e gestire il problema. Ti suggerisco di non aspettare che il disagio si accresca, rendendo più difficile il lavoro di analisi introspettiva. Se puoi, rivolgiti a uno specialista di fiducia o anche al consultorio della tua città.
    Buona giornata!”

    Buona serata!

    Staff

    Buonasera, Daria. Il suo è tutt’altro che un problema da sottovalutare. Sembrerebbe caduta in quadro di anoressia-bulimia e sarebbe opportuno che ne parlasse o con il suo medico di base o con uno specialista del settore, per richiedere una diagnosi precisa e un trattamento mirato. Se si rendesse conto di dire: “Smetto quando voglio, ma adesso non ne ho voglia”, non esiti e richieda un sostegno specialistico, prima che la situazione le sfugga di mano.
    Cordiali saluti.

    Staff

    Buongiorno!
    Ovviamente non possiamo sapere se suo marito sia innamorato o no della sua collega. Magari ne è solo infatuato, ma fra loro non c’è niente – difatti, non ha trovato prove di adulterio, giusto? Perchè lei si sente così insicura del suo matrimonio? Non si sente abbastanza piacente, per suo marito, o lui la trascura?
    Anche questo problema, come quello economico, è esterno alla coppia. Valuti con obiettività il bello del suo matrimonio, e cerchi di capire se vale la pena d’incrinarlo per quello che potrebbe essere una sua fantasia o una cotterella di passaggio.
    Buona giornata!

    Staff

    Buongiorno!

    Le parole con cui ha concluso la sua lettera sembrano quasi un epitaffio. Un epitaffio per lei, per la sua libertà. Già sta pensando di salvarsi con la separazione… Se ancora non ha firmato, davanti al Sindaco, ci pensi bene: è ancora in tempo.

    Non si lasci fermare dai soldi spesi, dal ristorante prenotato ecc… Se non si vuole sposare, se pronuncerà quel “Sì” come la Monaca di Monza ha pronunciato il suo, ci pensi davvero molto bene.
    In caso contrario, si potrebbe cercare di capire da cosa discenda, questa sua avversione per il matrimonio e limarla, così da renderle gradevole quello che, adesso, per lei è come una catena.

    Potrebbe scoprire che i privilegi di un rapporto riconosciuto legalmente compensano la sensazione di aver perso la libertà. Inoltre, mi domando… lei ama la sua compagna? O è semplicemente rassegnato a vivere con lei perchè teme di restare solo?
    Buon giornata!

    Staff

    Buonasera. Nel suo post è molto vaga, e non ci dice quando ha effettuato il bendaggio gastrico. In tempi recenti o lontani? Il bendaggio è ancora attivo o è già stato rimosso? Come mai non ha fatto effetto? Non ha perso chili durante la restrizione dello stomaco, o li ha recuperati dopo la rimozione dell’anello di silicone? Se non è dimagrita, durante il trattamento, c’è da chiedersi se non ci siano altre cause, del suo sovrappeso – il suo medico curante ha già eslcuso la sindrome metabolica, per esempio?
    Durante il trattamento non è stata seguita da uno psicologo? Se la risposta fosse sì, perchè non ha proseguito la terapia di supporto, dopo la rimozione del laccio, per limitare il rischio di riprendere ad alimentarsi in modo irregolare? Mi sembra abbastanza chiaro che i suoi problemi nascano da alcuni aspetti della sua vita e non dal cibo… Anzi, il cibo è uno strumento che usa per consolarsi di qualcosa che la rende infelice o che la affatica in modo particolare – gestire quattro figli dev’essere tutt’altro che facile… E’ sola o ha un uomo accanto, che la aiuti in questo compito? Il problema del cibo, come fonte di conforto, è che ha un’ efficacia limitata nel tempo e quando gli effetti benefici passano, rimangono i loro effetti collaterali. Le suggerisco di rivolgersi a una psicologa – o uno psicologo – per analizzare e trattare il problema e, se non l’avesse già fatto, di rivolgersi al suo curante per capire come mai il bendaggio non abbia avuto gli effetti sperati.
    Buona serata!

    Dr.ssa Federica Leva

    Staff

    Gentile Andrea, ha senz’altro avuto una vita difficile e capisco il suo attuale bisogno di riscatto. Il problema del lavoro è purtroppo dilagante ed è richiesto un minimo di flessibilità, in un momento così difficile. Certo, un conto è sapersi adattare, un altro è accettare qualunque cosa, a prezzo della propria dignità. In ogni caso, se riuscisse a trovare un’occupazione decente, le consiglio di non lasciarla, di usarla come strumento per mantenersi mentre raffina la lingua inglese e magari apprende qualcosa di nuovo che possa dare maggior valore al suo curriculum. Si prefigga un obiettivo concreto e cerchi di realizzarlo. Non miri subito troppo in alto, altrimenti rischia di mancare il bersaglio. Ha uno o più sogni da realizzare? Qual è/quali sono? Cosa le serve per provare a raggiungerne uno? Si scala la montagna sempre passo dopo passo, mai con un solo salto.

    Buona serata!

    Staff

    Gentile Lella, se le indagini hanno escluso una causa anatomica al suo problema, è davvero possibile che si tratti di uno stato ansioso/depresso ormai somatizzato. Concordo con il mio collega, chieda un parere anche al suo medico di base ed eventualmente procedete con ulteriori approfodimenti diagnostici. Se considerato utile, si rivolga a uno psicologo per capire l’origine del suo malessere e/o come supporto in questo momento delicato.
    Buona giornata e ci tenga aggiornati!

    Dr.ssa Federica Leva